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Trump: "L'Iran ha rifiutato di avere armi nucleari". Media: "Si lavora su incontro in Pakistan". Teheran nega. E gli Usa pensano a Ghalibaf come nuovo leader

Nella notte raid israeliani su Teheran e altre città iraniane, con danni anche a un ospedale ad Ahvaz. Teheran lancia missili verso Israele e minaccia di colpire centrali elettriche e basi Usa

Trump: "L'Iran ha rifiutato di avere armi nucleari". Media: "Si lavora su incontro in Pakistan". Teheran nega. E gli Usa pensano a Ghalibaf come nuovo leader
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Rischio di un'ulteriore escalation della guerra, dopo l'ultimatum di Trump all'Iran: apra Hormuz o "colpiremo le centrali nucleari", minaccia il presidente Usa. "Se lo faranno, tutte le infrastrutture della regione saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile", avverte Teheran.

Intanto, timida apertura verso la diplomazia: secondo Axios, gli inviati di Trump stanno creando una squadra per negoziare con l'Iran su ordine del presidente Usa. Stamani nuovi raid incrociati tra Israele e Iran, con due missili intercettati anche dall'Arabia Saudita.

Politico, Usa valutano Ghalibaf come possibile leader del paese

L'amministrazione Trump sta valutando il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, come possibile interlocutore e persino come futuro leader dell'Iran. Lo scrive 'Politicò. Secondo due funzionari dell'amministrazione americana il 64enne, che ha ripetutamente minacciato gli Stati Uniti e i loro alleati con ritorsioni, è visto da almeno alcuni alla Casa Bianca come un partner "praticabile", in grado di guidare l'Iran e negoziare con l'amministrazione Trump nella prossima fase della guerra. "È un candidato promettente", ha dichiarato un funzionario dell'amministrazione, precisando tuttavia che non è stata ancora presa alcuna decisione. "È tra i principali candidati ma dobbiamo valutarli attentamente e non possiamo avere fretta", ha spiegato.

Wp, improbabile raggiungere fine regime e stop nucleare in Iran

I funzionari americani ritengono "improbabile" raggiungere obiettivi quali "il rovesciamento del regime teocratico iraniano e la messa fuori portata delle armi nucleari in modo permanente". Lo riporta il Washington Post, citando fondi vicine all'amministrazione Usa.

Islamabad, pronti ad ospitare colloqui se parti d'accordo

Islamabad è "già pronta a ospitare colloqui" tra Iran, Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato a Cnn un portavoce del ministero degli Esteri pakistano, poche ore dopo che Teheran aveva smentito le indiscrezioni secondo cui Washington e Teheran avrebbero aperto un canale diplomatico nel corso del weekend. "Se entrambe le parti sono d’accordo, il Pakistan è sempre pronto a ospitare colloqui", ha detto il portavoce Tahir Hussain Andrabi. Nelle ultime ore, alti funzionari iraniani e statunitensi hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti riguardo a possibili contatti diretti tra i due Paesi, mentre secondo vari media finora i contatti tra Teheran e Washington sono avvenuti principalmente tramite rappresentanti di altri Paesi, tra cui Turchia ed Egitto, nel tentativo di ridurre le tensioni regionali.

Cbs, intelligence Usa stima dozzina di mine in Stretto Hormuz

Lo Stretto di Hormuz sarebbe attualmente disseminato da circa una dozzina di mine iraniane. Lo hanno riferito a Cbs funzionari statunitensi, sulla base di valutazioni di intelligence aggiornate che indicano la presenza di ordigni sottomarini lungo il passaggio strategico, vitale per il commercio globale. Le mine impiegate dall’Iran sarebbero di fabbricazione locale, del tipo Maham 3 e Maham 7 Limpet Mine. Un funzionario statunitense ha precisato che il numero effettivo potrebbe essere leggermente inferiore alla dozzina stimata.

Wsj, migliaia di soldati Usa arriveranno in Medio Oriente venerdì

Migliaia di soldati americani arriveranno in Medio Oriente venerdì, giorno della nuova scadenza fissata da Donald Trump. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali arriveranno nell'area le truppe della Uss Tripoli, alle quali saranno necessari un altro paio di giorni per arrivare nello Stretto di Hormuz.

Teheran, guerra finirà quando tutti danni risarciti e sanzioni rimosse

"Non colpite le nostre infrastrutture. Se lo farete, non sarà più un occhio per un occhio; sarà una testa per un occhio, arti per un occhio". Questo l'avvertimento lanciato da Mohsen Rezaei, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione e membro del Consiglio per il Discernimento dell’Interesse dello Stato iraniano. "Sarete paralizzati e annegherete nel Golfo Persico. Gli ultimi giorni della salvezza americana stanno per finire", ha aggiunto alla tv di Stato riferendosi direttamente al presidente americano Donald Trump. L’ufficiale ha precisato che "la guerra continuerà fino a quando tutti i danni non saranno risarciti, tutte le sanzioni economiche non saranno rimosse e non sarà ottenuta una garanzia che gli Stati Uniti non interferiranno negli affari dell’Iran. Questa è la decisione della nostra nazione, del nostro leader e delle nostre forze armate".

Fonti Pakistan, in corso tentativo mediazione tra Washington e Teheran

Funzionari pakistani stanno cercando di porsi come mediatori tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno confermato a Cbs fonti di alto livello di Islamabad, secondo cui nelle ultime ore, il capo dell’esercito Asim Munir e il primo ministro Shehbaz Sharif hanno parlato al telefono con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nell’ambito di questi sforzi diplomatici. Grazie ai legami consolidati sia con Teheran sia con Washington, alla lunga frontiera condivisa con l’Iran e all’assenza di basi militari americane sul proprio territorio, il Pakistan si troverebbe in una posizione favorevole per facilitare eventuali colloqui tra le due parti. Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha inoltre contattato i colleghi di Turchia ed Egitto, anch’essi impegnati in iniziative diplomatiche per porre fine al conflitto. Islamabad è stata indicata come possibile sede per eventuali negoziati.

Usa, colpiti 9.000 target in Iran, anche 140 navi

Gli Stati Uniti hanno colpito 9.000 obiettivi in Iran e hanno danneggiato o distrutto 140 navi iraniane. Lo afferma lo Us Central Command.

Nyt, Pentagono valuta invio paracadutisti per possibile occupazione Kharg

Il Pentagono sta valutando l’invio di circa 3.000 paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata statunitense come forza di pronto intervento per supportare eventuali operazioni in Iran, con l’obiettivo, se necessario, di occupare l’isola di Kharg, principale hub per l’export petrolifero iraniano. Lo riferisce il New York Times, secondo cui la brigata, parte della "Immediate Response Force", può essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore e potrebbe affiancare, in una fase successiva, le unità  dei Marines già  dirette nella regione. Secondo fonti militari, i Marines potrebbero intervenire per primi per mettere in sicurezza e riparare le infrastrutture dell’aeroporto dell’isola, danneggiato dai recenti raid statunitensi, consentendo poi agli aerei da trasporto C-130 di portare materiali, rifornimenti e truppe. I paracadutisti della 82ª, pur non disponendo di mezzi pesanti, offrirebbero supporto rapido e potrebbero sostituire o rinforzare le unità dei Marines dopo l’assalto iniziale.

Cbs, nessuna modifica a piano Usa invio 2.200 Marines

Nessuna modifica ai piani statunitensi per l’invio di ulteriori forze militari in Medio Oriente, nonostante il presidente Donald Trump abbia parlato di negoziati "importanti" con l’Iran, che secondo diversi media potrebbero tradursi in colloqui diretti già nei prossimi giorni. Secondo quanto riferito da fonti a Cbs, una seconda Marine Expeditionary Unit, composta da circa 2.200 Marines e supportata da tre navi da guerra, è partita la scorsa settimana dalla California e potrebbe impiegare almeno tre settimane per raggiungere l’area operativa. Anche una prima unità, proveniente dal Pacifico, è ancora in fase di trasferimento verso la regione. Nel frattempo, elementi della 82ª Divisione aviotrasportata restano in stato di allerta per un possibile dispiegamento. Sempre secondo fonti, Trump starebbe valutando l’eventuale invio di forze di terra, anche se non è ancora chiaro in quali circostanze potrebbe autorizzarne l’impiego.

Netanyahu sente Trump, eventuale accordo tutelerà nostri interessi vitali

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha reso noto di aver avuto oggi una telefonata con Donald Trump. "Ritiene che ci sia la possibilità di sfruttare i grandi successi delle Forze di Difesa Israeliane e dell'esercito statunitense per realizzare gli obiettivi di guerra previsti dall'accordo, un accordo che tutelerà i nostri interessi vitali". Òle parole di Netanyahu riportate da Ynet. "Allo stesso tempo, continuiamo ad attaccare sia l'Iran che il Libano. Stiamo annientando il programma missilistico e nucleare e continuiamo a infliggere gravi danni a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari. Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione", ha aggiunto Netanyahu.

Fonti Teheran, trasmessi messaggi con Washington via Egitto e Turchia

Un alto funzionario iraniano ha confermato ad Al Jazeera che negli ultimi giorni "sono stati trasmessi tramite Egitto e Turchia messaggi tra Teheran e Washington, in uno spirito di buona volontà  per allentare le tensioni". Lo stesso funzionario ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero rifiutato due condizioni poste dall’Iran per porre fine ai combattimenti: il pagamento di risarcimenti e il riconoscimento di un'"aggressione" nei confronti di Teheran. "Il presidente degli Stati Uniti non ha l’autorità  per fissare termini definitivi o scadenze nei negoziati", ha aggiunto.

Araghchi sente ministro Esteri del Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo del Pakistan, Ishaq Dar. Il massimo diplomatico pakistano ha sottolineato l'importanza del dialogo e della diplomazia per promuovere "la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e oltre". Entrambe le parti hanno concordato di rimanere in stretto contatto sull'evolversi della situazione.

Media, colloquio tra Vance e Netanyahu, discusse basi accordo

Il vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo ha riferito il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che i due hanno parlato degli sforzi per aprire un negoziato con l'Iran. Secondo una fonte citata su X dal giornalista, Vance e Netanhayu hanno discusso anche le basi di un possibile accordo per mettere fine alla guerra con l'Iran.

Trump, ha accettato di non avere armi nucleari

L'Iran "ha accettato di non possedere armi nucleari". Lo ha dichiarato a Memphis il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Negli ultimi mesi, gli stessi negoziatori (iraniani, ndr) si vantavano con i nostri rappresentanti di possedere materiale sufficiente per costruire armi nucleari, e questo avrebbe dovuto dissuadermi, ma non ha funzionato. Mi ha reso ancora più ansioso", ha aggiunto Trump.

Trump, spero di non dover bombare le centrali elettriche dell'Iran

"Ho messo in pausa gli attacchi contro le centrali elettriche dell'Iran. Mi auguro di non doverlo fare". Lo ha detto Donald Trump parlando a Memphis. "Spero che troveremo un accordo", ha aggiunto.

Trump, speriamo che Teheran colga opportunità

"L'Iran ha un'altra opportunità di mettere fine alle minacce contro di noi e i nostri alleati" e "speriamo la colgano, in un modo o nell'altro". Lo ha detto Donald Trump, parlando durante un evento a Memphis. "L'America e il mondo intero saranno presto molto più sicuri e avremo un pianeta molto più sicuro", ha aggiunto il presidente.

Trump, distrutto il regime, l'Iran non ci minaccia più

"Abbiamo distrutto il regime iraniano, non ci minaccia più". Lo ha detto Donald Trump a Memphis ribadendo che gli Stati Uniti "hanno ucciso tutti i leader dell'Iran".

Idf, raid contro comando centrale Pasdaran a Teheran

L'Aeronautica israeliana ha condotto una serie di attacchi nel centro di Teheran, colpendo un comando centrale dei Guardiani della Rivoluzione situato all'interno di un'infrastruttura civile. L'operazione, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf) in una nota, è stata guidata dall'intelligence militare. Il centro colpito, secondo l'esercito di Tel Aviv, coordinava le unità provinciali incaricate di garantire l'ordine e la sicurezza interna. Dallo stesso comando venivano inoltre dirette le unità dei Basij, parte integrante delle forze armate iraniane.

Trump, stavolta Teheran fa sul serio con i negoziati

"Stavolta l'Iran fa sul serio" con i negoziati. Lo ha detto Donald Triump parlando durante un evento a Memphis, in Tennessee. "Tutta la mia vita è stata un negoziato e con l'Iran abbiamo negoziato a lungo, ma stavolta l'Iran fa sul serio", ha detto il presidente americano.

Zelensky, abbiamo prove inconfutabili sostegno intelligence Mosca

"Abbiamo prove inconfutabili che i russi continuano a fornire informazioni di intelligence al regime iraniano". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X. "La Russia sta utilizzando le proprie capacità di signal intelligence e di intelligence elettronica, oltre a parte dei dati ottenuti grazie alla cooperazione con partner in Medio Oriente", ha aggiunto.

Ghalibaf, no negoziati con Usa, fake news per manipolare mercati

"Il popolo iraniano esige una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo. Non sono stati condotti negoziati con gli Stati Uniti, sono notizie false usate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dalla situazione di stallo in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento dell'Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Media Israele, Usa hanno data per fine guerra, il 9 aprile

Il 9 aprile come data cruciale per il Medio Oriente. A parlarne è una fonte israeliana citata dal sito di notizie israeliano Ynet, dopo le ultime dichiarazioni di Donald Trump. Secondo la fonte, si legge, "gli americani hanno indicato la data del 9 aprile per la fine della guerra". La fonte conferma anche le indiscrezioni secondo cui in settimana in Pakistan ci saranno colloqui tra iraniani e americani. Lavorano a una riunione a Islamabad tra Iran e Stati Uniti i Paesi mediatori, Egitto e Turchia con il Pakistan, ha anticipato il giornalista di Axios Barak Ravid. "Gli americani non hanno aggiornato Israele sui colloqui con Ghalibaf - ha detto la fonte di Ynet - Concludere la guerra il 9 aprile consentirà a Trump di arrivare in Israele per la Festa per l'indipendenza (il 22 aprile) per ricevere il Premio Israele". Secondo rivelazioni dello stesso Ynet, sarebbe infatti il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, l'interlocutore iraniano con il quale gli Stati Uniti starebbero portando avanti un dialogo per mettere fine alla guerra.

Starmer, Gb a conoscenza dei colloqui tra Teheran e Usa

Il premier britannico Keir Starmer ha accolto con cautela i colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. "Noi, il Regno Unito, eravamo a conoscenza di ciò che stava accadendo", ha affermato, senza fornire ulteriori dettagli. Starmer ha chiesto una de-escalation, ma ha detto ai parlamentari britannici di non illudersi "che ci sarà necessariamente una rapida fine a tutto questo".

Axios, si lavora a incontro Usa-Iran a Islamabad, forse ci sarà Vance

I paesi che stanno mediando fra Stati Uniti e Iran stanno cercando di organizzare un incontro in settimana a Islamabad fra il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e altri funzionari di Teheran con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta Axios, sottolineando che anche il vice presidente JD Vance potrebbe essere all'incontro.

Media Israele, capo del parlamento iraniano Ghalibaf guida colloqui con gli Usa

Secondo quanto riferito da una fonte al Jerusalem Post, è il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, che sta guidando i colloqui con gli Stati Uniti per un accordo che metta fine alle ostilità.

Trump: "Lo Stretto di Hormuz riaprirà, forse controllato in modo congiunto"

Lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto "se questo funziona". Lo ha detto Donald Trump riferendosi a un possibile accordo con l'Iran. "C'è una vera possibilità di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla", ha aggiunto il presidente aprendo alla possibilità che lo Hormuz sia controllato in modo congiunto, "forse da me" e da chiunque è l'ayatollah.

Trump, stiamo parlando con un leader rispettato, non Khamenei

Il presidente Donald Trump ha affermato che i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner sono coinvolti nei colloqui con Teheran, ma è rimasto vago su chi fossero gli interlocutori statunitensi in Iran. Si tratta di un leader "rispettato", ha dichiarato il tycoon, specificando che non è la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

Trump, raggiunto un accordo su punti principali con Teheran

Il presidente Donald Trump ha affermato che sono stati raggiunti "i punti principali di accordo" con l'Iran dopo i colloqui, proseguiti fino a tarda sera di domenica, con due alti funzionari statunitensi. "Vedremo dove ci porteranno", ha detto Trump ai giornalisti all'aeroporto di West Palm Beach. Lo riporta la Cnn. "Direi che sono andati benissimo", ha aggiunto. "Direi che se li porteranno avanti, questo problema, questo conflitto, si risolverà. E penso che si risolverà in modo molto sostanziale", ha aggiunto.

Axios: "Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi"

Turchia, Egitto e Pakistan hanno fatto da tramite tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni nel tentativo di allentare la tensione. Lo riferisce Axios, citando una fonte statunitense, aggiungendo che funzionari dei tre Paesi hanno avuto colloqui separati con l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla risoluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte", ha aggiunto la fonte.

Media israeliani, Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz ++

Un possibile quadro d'accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l'Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall'attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un'intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall'annuncio di Trump di "colloqui produttivi" con l'Iran. L'Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Trump: "Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani"

L'Iran vuole un accordo e un'intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Borse Europee in positivo dopo parole Trump

Forte rimbalzo delle Borse europee dopo le parole di Donald Trump sullo stop agli attacchi ai siti energetici nei prossimi cinque giorni e la descrizione dei colloqui "molto positivi e produttivi" tra gli Stati Uniti e Teheran. Francoforte conquista il 4,26%, Parigi il 2,7%, Madrid l'1,65%. Amsterdam conquista l'1,55%, Londra lo 0,5%, Zurigo lo 0,26%.

Trump: "Stop per 5 giorni a raid contro i siti energetici"

Donald Trump annuncia il rinvio dell'ultimatum contro l'Iran, dopo colloqui "produttivi" avuti negli ultimi due giorni. "Basandomi sul tenore e il tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che continueranno per tutta la settimana - scrive in un post su Truth social - ho dato istruzioni al dipartimento per la Guerra di rinviare ogni attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso".

Trump: "Gli Usa rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni"

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui "molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni". Lo afferma Donald Trump su Truth.

Idf distrugge altro ponte sul fiume Litani, nel sud del Libano

Un raid aereo israeliano ha distrutto un altro ponte sul fiume Litani, nel sud del Libano. L'attacco, avvenuto oggi nel villaggio meridionale di Qaaqaaiyet al-Jisr, ha interrotto un collegamento fondamentale tra la città meridionale di Nabatiyeh e la regione della valle di al-Hujair, più a sud. Domenica, l'Idf ha colpito il ponte di Qasmiyeh, vicino alla città portuale meridionale di Tiro. Il presidente libanese Joseph Aoun ha definito i nuovi attacchi israeliani contro i ponti nel sud del Paese "un preludio a un'invasione di terra".

Wp: "Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi"

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è "ferita, isolata e non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi". Lo scrive il Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull'Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la Cia, il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato proclamato nuova guida suprema in seguito all'assassinio del padre.

Media, caccia Usa precipitato in Kuwait

Un caccia americano sarebbe precipitato in Kuwait. Lo sostiene l'emittente televisiva irachena Alahad Tv. La notizia è stata rilanciata dalle agenzie di stampa iraniane Irna e Mehr.

CentCom: "L'Iran prende di mira i civili per disperazione"

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l'Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione "per disperazione", a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un'intervista a Iran International, il media d'opposizione basato a Londra. "Stanno agendo in preda alla disperazione... Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte", ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che "all'inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta". L'amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell'Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell'86%.

Hezbollah, guerra ancora agli inizi e potrebbe riservare sorprese

La guerra è ancora agli inizi e potrebbe riservare delle sorprese nella fase successiva. Lo ha dichiarato Wafiq Safa, membro del Consiglio politico di Hezbollah all'emittente di Stato iraniana, aggiungendo che Israele non è riuscita a raggiungere i loro "obiettivi fondamentali" in Libano o in Iran. "Hezbollah ha sbalordito nemici, amici e avversari con il livello delle sue potenzialità e capacità", ha spiegato nell'intervista ripresa dai media arabi. Safa ha sottolineato che "la resistenza ha sorpreso nemici, amici e avversari in termini di missili, droni e risorse umane". "La guerra potrebbe protrarsi, ma l'obiettivo per la vittoria è impedire a Israele di raggiungere i propri obiettivi", ha detto. Safa ha quindi smentito le voci sul declino di popolarità di Hezbollah e della sua base di sostenitori in Libano, ritenendo infondate le indiscrezioni sul crollo della sua immagine o sulla sua uscita dalla scena politica.

Forti esplosioni a Teheran, danni a ospedale Ahvaz

Esplosioni sono state avvertite nelle zone centrali, orientali e occidentali della capitale iraniana Teheran e in tutto il Paese, dove sono state attivate le difese aeree. A Bandar Abbas, una stazione radio è stata presa di mira e una persona è stata uccisa. Anche a Khorramabad e Urmia, due zone residenziali sono state colpite, causando vittime tra i civili. Anche a Isfahan, Karaj e Ahvaz si sono udite forti esplosioni. Ad Ahvaz, un ospedale è stato danneggiato dalle esplosioni, come riporta al-Jazeera. Complessivamente, la Mezzaluna Rossa iraniana ha affermato che oltre 80mila siti civili sono stati colpiti; alcuni sono stati completamente distrutti.

Idf, intercettati missili lanciati da Teheran

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall'Iran verso il territorio israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo. "Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele", ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", hanno aggiunto.

Pasdaran, colpiremo centrali Israele e Golfo se saranno colpite le nostre

L'Iran reagirà a un attacco al suo settore elettrico prendendo di mira le centrali elettriche israeliane e quelle che riforniscono di elettricità le basi statunitensi nei paesi della regione. È la minaccia dei Pasdaran, che in precedenza avevano minacciato di colpire gli impianti di desalinizzazione nella regione, fondamentali per l'approvvigionamento di acqua potabile nei paesi del Golfo. "Il bugiardo presidente degli Stati Uniti ha affermato che le Guardie Rivoluzionarie intendono attaccare gli impianti di desalinizzazione dell'acqua e causare disagi alla popolazione dei paesi della regione", si legge nella nota diffusa dai media statali. Il riferimento è all'avvertimento di Donald Trump che sabato ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse "aperto completamente" lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore. "Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera. Se attaccate l'elettricità, noi attacchiamo l'elettricità", affermano le Guardie Rivoluzionarie.

Missili balistici iraniani al nord di Israele

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che l'Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico, e le sirene d'allarme risuonano in ampie zone del nord di Israele. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato che i loro sistemi di difesa aerea non sono riusciti a intercettare due missili balistici iraniani durante gli attacchi notturni contro il sud di Israele, compresi quelli nei pressi di Dimona e Arad. Dall'inizio della guerra in Medio Oriente "l'Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici. Abbiamo ottenuto ottimi risultati in termini di intercettazione. Il nostro tasso di successo nelle intercettazioni si aggira intorno al 92%", ha dichiarato il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce dell'esercito israeliano.

Pasdaran, attacchi a strutture energetiche nemiche solo saremo colpiti

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sta respingendo quelle che definisce false affermazioni degli Stati Uniti, secondo cui Teheran intenderebbe distruggere gli impianti di desalinizzazione dell'acqua nella regione del Golfo. "Quello che abbiamo fatto è annunciare la nostra decisione che, in caso di attacco alle centrali elettriche, l'Iran reagirà prendendo di mira le centrali elettriche del regime occupante (Israele, ndr) e le centrali elettriche dei paesi della regione che forniscono energia alle basi americane, e allo stesso tempo, le infrastrutture economiche, industriali ed energetiche in cui gli americani sono azionisti", si legge nella dichiarazione. "Avete attaccato il nostro ospedale, non siamo stati noi. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, non siamo stati noi; avete attaccato le nostre scuole, non siamo stati noi. Ma se attaccate la rete elettrica, noi attaccheremo la rete elettrica", prosegue il comunicato. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che avrebbe reagito a qualsiasi minaccia con misure analoghe per scoraggiare tali attacchi. "Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con lo stesso livello di deterrenza che essa genera, e lo faremo. L'America non conosce le nostre capacità e le vedrà sul campo", ha aggiunto.

Missili balistici Teheran intercettati in Arabia Saudita

L'Iran ha lanciato tre missili balistici verso Riyad nelle prime ore di domenica, proseguendo i suoi attacchi quotidiani contro gli stati del Golfo nel contesto della guerra con Israele e gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il Ministero della Difesa saudita. Il generale Turki Al-Maliki, portavoce del ministero, ha dichiarato che uno dei missili è stato intercettato, mentre gli altri due "sono caduti in una zona disabitata". Ventitré droni sono stati inoltre lanciati verso la Provincia Orientale del Regno, e tutti sono stati intercettati e distrutti.

Idf, attacco israeliano su vasta scala infrastrutture Teheran

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver lanciato un'ondata di attacchi aerei "su vasta scala" a Teheran, prendendo di mira le infrastrutture del "regime del terrore" iraniano. Lo riporta Times of Israel.In precedenza, aveva aggiunto che diversi organi di sicurezza in Iran erano stati presi di mira tra cui una base militare utilizzata per l'addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire aerei, un impianto di produzione e stoccaggio di armi del Ministero della Difesa, un sito di produzione di armi dell'Aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie, il quartier generale del Ministero dell'Intelligence iraniano e il quartier generale di emergenza delle Forze di Sicurezza Interna.

Media, forti esplosioni a Teheran

Secondo quanto riferito a Iran International da alcuni testimoni oculari, diverse esplosioni hanno colpito varie città nel sud dell'Iran domenica sera. A Bandar Abbas, nella provincia di Hormozgan, i testimoni hanno riferito di forti boati accompagnate da diverse esplosioni. Nella vicina Bandar Khamir, si è alzata una densa coltre di fumo mentre a Bushehr dsi sono sentite quattro potenti esplosioni nella notte.

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