Egitto, ufficializzata la candidatura alle elezioni presidenziali di Sabahi

Il leader della sinistra nasseriana correrà contro l'ex capo delle forze armate al-Sisi

Una volontaria della campagna di Sabbahi consegna le firme per la candidatura
Una volontaria della campagna di Sabbahi consegna le firme per la candidatura

È fissata per domani la scadenza ultima per presentare la documentazione necessaria a garantirsi un posto come candidati alle elezioni presidenziali egiziane, in programma per il 26 e 27 di maggio.

Due dei nomi circolati nei giorni scorsi come potenziali avversari di Abdel Fatah al-Sisi hanno chiarito oggi le proprie intenzioni. Uno, Hamdeen Sabahi, ha ribadito l'intenzione di correre. L'altro, Mortada Mansour, ha fatto un passo indietro.

Secondo il quotidiano egiziano Al Ahram, Sabahi aveva già completato alcuni giorni fa la raccolta delle 25mila firme a sostegno della candidatura, necessarie per poter correre. Oggi è arrivata la conferma ufficiale. Forte di 31.100 nomi raccolti in diciassette delle ventisette province egiziane, il leader della sinistra nasseriana sfiderà l'ex capo delle forze armate Abdel Fatah al-Sisi.

Non è più tra i nomi in lizza Mortada Mansour, presidente dello Zamalek, squadra di calcio di Giza. Nel 2012 non era riuscito a candidarsi per non avere raccolto un numero sufficiente di firme, questa volta si è fatto indietro, annunciando di voler sostenere al-Sisi. Ha negato che la sua decisione sia stata presa per mancanza di sostegno popolare e accusato di Sabahi di avere pagato per ottenere i 31.100 nomi che ha presentato.

L'ex capo delle forze militari Abdel Fatah al-Sisi, che ha guidato a luglio l'estromissione del governo guidato da Mohammed Morsi e rinunciato al ruolo di ministro della Difesa per candidarsi, ha consegnato a inizio settimana la documentazione necessaria.

Unico candidato donna, la femminista Bothaina Kamel aveva annunciato alcuni giorni fa di avere completato i test clinici a cui gli aspiranti candidati devono sottoporsi. Difficilmente raccoglierà in tempo le firme necessarie. Per la stessa ragione aveva dovuto rinunciare nel 2012.

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