Aumenta del 50% il costo del gas per l'Ucraina

La crisi ucraina diventa anche economica. Rasmussen: "La Nato risponderà ad ogni minaccia". Ma Francia e Germani la vogliono fuori dall'Ucraina

Aumenta del 50% il costo del gas per l'Ucraina

Il prezzo del gas venduto all’Ucraina da Gazprom passerà da 268,5 a 385,5 dollari per 1.000 metri cubi. Ad annunciarlo è il Ceo di Gazprom, Alexei Miller. Il prezzo del gas per Kiev, spiega Miller, "nel secondo trimestre dell’anno sarà di 385,5 dollari. Lo sconto di dicembre non può più essere applicato. Questa decisone era stata definita precedentemente ed è una conseguenza del fatto che l’Ucraina non ha mantenuto il proprio impegno di saldare il debito per il gas distribuito nel 2013". "Il popolo ucraino - dice l’ambasciatore ucraino in Italia, Yevhen Perelygin - dal primo maggio pagherà il gas il 50% in più. Il governo non aumenterà gli stipendi, la situazione è difficile, la popolazione deve capire". Poi l'ambasciatore ha aggiunto: Il futuro della sicurezza dell’Ucraina "è con o nella Nato".

La risposta dell'Ucraina

I cittadini della Federazione Russa potranno continuare a entrare in Ucraina, il cui governo si appresta tuttavia a fissare limiti temporali ben precisi. Potranno infatti trattenersi sul territorio nazionale per non più di novanta giorni nell’arco di sei mesi: lo ha anticipato Andriy Sybiha, direttore dei Servizi Consolari presso il ministero degli Esteri di Kiev, secondo cui si tratta semplicemente di uniformarsi alle corrispondenti regole già varate dalla Russia nei confronti dei cittadini ucraini. Il periodo di novanta giorni, ha specificato, sarà calcolato a partire dalla data del primo ingresso. Quanto all’attraversamento delle frontiere, Sybiha ha aggiunto che da ambedue le parti rimarrà possibile servendosi dei normali passaporti emessi dalle rispettive autorità.

La Nato e l'Ucraina

La Nato torna a occuparsi della crisi in Ucraina. In un incontro coi giornalisti prima della riunione coi ministri degli Esteri, a Bruxelles, il segretario generale Anders Fogh Rasmussen sottolinea che "l’aggressione della Russia all’Ucraina sfida la nostra visione di un’Europa libera e pacifica. Cambia in modo fondamentale lo scenario di sicurezza in Europa e causa instabilità ai confini della Nato". Senza troppi giri di parole Rasmussen avverte che "tutte le opzioni restano aperte per rafforzare la sicurezza collettiva della Nato", incluso "schieramenti appropriati" di truppe nei paesi baltici. Perché il problema, da scongiurare, potrebbe essere l'eventuale voglia di Mosca di prendersi altri pezzi del "Risiko europeo".
L'Alleanza atlantica non sta a guardare: ha già rafforzato le operazioni di "polizia dell’aria" nei paesi baltici, attivando il pattugliamento con aerei radar nei cieli di Polonia e Romania e aumentato la presenza navale nel Mar Nero. Rasmussen poi avverte: "Se necessario non esiteremo a fare passi ulteriori per assicurare l’effettiva deterrenza e difesa con un aggiornamento dei piani che include un aumento delle esercitazione e un appropriato dispiegamento di forze che dipendono dagli sviluppi della situazione". Non è proprio una spaccatura, in seno all'Alleanza atlantica, ma bisogna registrare la cautela di Francia e Germania: secondo loro l’Alleanza "deve evitare provocazioni" e "non dare pretesti a Mosca per una ulteriore escalation". Proprio per questo motivo Parigi e Berlino sono contrarie ad una presenza della Nato in Ucraina, evocata ieri dall’ambasciatore Usa. A rilevarlo sono alcune fonti diplomatiche a margine della riunione ministeriale Nato a Bruxelles.

Timoshenko: difendersi con le armi

In un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung Iulia Timoshenko dice che "oggi ogni ucraino, che deve vivere impotente l’aggressione di Putin, sogna di difendere il Paese con un’arma in mano". E sostiene che le parole emerse dalla telefonata intercettata e pubblicata giorni fa ("gli sparerei con un mitra alla fronte" disse a proposito di Putin parlando con un deputato suo amico) siano stata "falsate" dai servizi segreti russi: "Io cercherei con ogni mezzo di difendere l’Ucraina dall’aggressione del Cremlino". "Chi dà all’aggressore tutto quello che vuole non lo ferma - prosegue l'ex pasionaria della Rivoluzione arancione -. Bisogna smettere di dargli tutto ciò che vuole. Finirà in un’aggressione militare all’Ucraina continentale, per costruire un ponte di terra fra Crimea, Transnistria, Moldavia e sudest ucraino. Questo è il piano di Putin per una nuova divisione del mondo e la creazione di un nuovo impero. Se i leader dell’ovest non lo fermeranno, questo piano sarà realizzato".

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