Morta la funzionaria italiana rimasta ferita in Afghanistan da un attentato dei talebani

La funzionaria dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni era rimasta ferita il 24 maggio in un attacco dei talebani a Kabul. Aveva 40 anni

Morta la funzionaria italiana rimasta ferita in Afghanistan da un attentato dei talebani

È morta Barbara De Anna, la funzionaria dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), rimasta ferita il 24 maggio in un attacco dei talebani a Kabul. Fiorentina, 40 anni, lavorava al programma di rientro dei profughi. Gravemente ustionata dall’esplosione di due granate, la De Anna era stata ricoverata con ustioni sull’80% del corpo, poi trasferita prima all’ospedale americano di Ramstein, in Germania, e poi in un centro grandi ustionati locale. Ha lottato alcune settimane ma, alla fine, non ce l'ha fatta.

L'attacco talebano

Il 24 maggio una raffica di attentati aveva sconvolto Kabul, con diverse esplosioni e sparatorie nel quartiere di Shar-e-Naw. Solo dopo varie ore di scontri le forze della sicurezza afghana riuscivano a ripristinare l’ordine. I talebani avevano preso di mira un’area della capitale densa di ospedali, organismi di polizia, sedi di organizzazioni internazionali, hotel e guest house che ospitano stranieri. Il bilancio era stato di 4 morti e 14 feriti, tra i quali la De Anna.

Esperienze in tutto il mondo

L’impegno della De Anna in Afghanistan era iniziato nel 2010, a Herat, ed era proseguito a Kabul nell’ambito di un progetto dell’Oim per aiutare i talebani che scelgono di rinunciare al terrorismo. Dopo la laurea all’Università Cesare Alfieri di Firenze in Relazioni Internazionali, nel 2001, era stata consulente per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ad Ammam, in Giordania, e consigliere sull’educazione elettorale dell’Onu a Timor Est e in Liberia. Per tre anni era stata inoltre responsabile del programma di sviluppo per l’Onu in Honduras.

Il cordoglio delle istituzioni

Il presidente del Senato Pietro Grasso, durante la presentazione del rapporto Ocse sulla giustizia civile, ha chiesto un minuto di raccoglimento: "Barbara De Anna ha combattuto fino alla fine la battaglia della solidarietà e della pace. Alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Barbara va il mio più profondo cordoglio". "Apprendiamo con profondo dolore - scrive il Ministro della Difesa, Mario Mauro - la morte di Barbara De Anna, donna coraggiosa e da sempre impegnata nell’aiuto e nel sostegno agli altri. Ci stringiamo intorno alla sua famiglia, alle persone che le volevano bene e ai suoi cari nella consapevolezza che il suo valore costituisce un esempio per tutti".
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia nel corso dell'incontro svoltosi al Quirinale per il 239° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, ha ricordato lo spirito di sacrificio e di attaccamento al dovere della De Anna: "Barbara era a Kabul come funzionaria dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Era impegnata a sostenere ed aiutare il popolo afghano come tanti altri italiani, civili e militari. Sono grato a quanti si sono prodigati per assisterla con ogni possibile mezzo dopo il tragico attentato di cui era rimasta vittima. Oggi non rimane che stringersi intorno alla famiglia e onorarne la luminosa figura". Minuto di silenzio anche alla Camera: "È morta oggi Barbara De Anna che si occupava da anni di alcune delle persone più fragili - ha detto la presidente Laura Boldrini -. Era al lavoro quando è rimasta gravemente ferita, come lo erano le altre persone morte due giorni fa in un attentato a Mogadisco"

Il sindaco di Reggello: pagato il prezzo più alto

"Siamo vicini alla famiglia. Barbara De Anna ha pagato il prezzo più alto per il suo impegno verso gli altri". Sono le parole di Cristiano Benucci, sindaco di Reggello, comune del Fiorentino dove vivono i genitori della De Anna. Dopo il ferimento della donna il primo cittadino aveva incontrato i genitori cooperante, che poi, spiega, erano partiti per la Germania dove la funzionaria era stata ricoverata.


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