Siria, trattenuti sul Golan quattro caschi blu delle Nazioni Unite

Trattenuti dalle brigate ribelli di Yarmouk, come a marzo 21 osservatori filippini

Le alture del Golan, area smilitarizzata che si estende sul confine tra la Siria e Israele, continua a impensierire le Nazioni Unite. Quattro caschi blu, dispiegati nell'ambito della missione Undof, sul luogo dal 1974, sono "trattenuti" dal gruppo ribelle dei Martiri di Yarmouk.

La stessa brigata aveva rapito a marzo, nella stessa area, 21 osservatori filippini e alcuni veicoli delle Nazioni Unite. Il sequestro dei caschi blu era stato rivendicato con un video diffuso online. La Brigata Yarmouk ha sostenuto di avere trattenuto gli uomini "per la loro sicurezza", per proteggerli dai combattimenti. Dovrebbero essere liberati a breve.

La posizione dei caschi blu nell'area è diventata sempre più complessa da quando il governo di Assad ha fatto ritirare i propri uomini. L'area è stata colpita nei mesi scorsi per almeno una trentina di volte da colpi vaganti provenienti dalla Siria, facendo restare alta l'attenzione degli israeliani, che temono uno sconfinamento del conflitto in corso.

Anche dopo i raid israeliani dei giorni scorsi e la risposta di Assad, che ha accusato Tel Aviv di fomentare una risposta, la situazione non è degenerata. Ieri il comandante israeliano che comanda il fronte settentrionale ha rassicurato sulla situazione: "Non ci sono venti di guerra". Il ministro della Difesa, Moshee Ya'alon, ha però avvertito: "Qualsiasi colpo oltre confine avrà come risposta un contrattacco immediato. Le forze israeliane hanno ordine di rispondere senza approvazione preventiva del ministero o del comandante".

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