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Siria, gli Usa dichiarano al-Nusra organizzazione terroristica

Washington considera terrorista il fronte al-Nusra, anti-Assad. La misura presa dalla Clinton tenta di arginare gli estremisti

Il Fronte Jabhat al-Nusra è da oggi un'organizzazione terroristica. La decisione presa nella tarda serata di ieri da Washington - e che oggi attende una formalizzazione - non è di poco conto. al-Nusra, organizzazione siriana, è tra le fazioni ribelli che combattono il governo di Bashar al-Assad. Secondo molti i suoi uomini sarebbero anche i più preparati ed "efficaci". Di ieri la conquista della base militare di Sheikh Sulayman, a opera dei jihadisti.

L'amministrazione americana - il documento è stato firmato dal Segretario di Stato, Hillary Rodham Clinton - con questa decisione compie un'ulteriore passo verso il riconoscimento di una diversa legittimità ad alcune frange dei ribelli in lotta contro Damasco. Dietro al Fronte ci sarebbe infatti l'organizazzione al-Qaeda in Iraq.

Già in passato il tentativo della Casa Bianca era stato quello di isolare le frange estremiste. Lo aveva detto ancora il Segretario di Stato, durante una visita in Croazia, auspicando un cambiamento al vertice e il riconoscimento di una struttura diversa dal CNS (Consiglio nazionale siriano), che fosse più rappresentativa delle forze in campo. La ristrutturazione della struttura era poi stata portata a termine a novembre, con la creazione di una nuova assemblea nel corso di un vertice a Doha.

Kommersant, quotidiano russo, ha scritto che gli Stati Uniti starebbero cercando un'intesa con la Russia per la realizzazione in Siria di un governo transitorio con rappresentanti di tutte le confessioni religiose. Mosca è però coninta che Assad non accetterà di lasciare volontariamente e che l'opera di convincimento spetti ai Paesi che per Damasco rappresentano una minaccia, come gli Usa.

Verso il riconoscimento del Cns

Domani in Marocco si terrà il nuovo incontro degli Amici della Siria. In quell'occasione gli Usa riconosceranno il Cns come unico rappresentante del popolo in Siria. Anche l'Italia potrebbe arrivare alla stessa conclusione. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha sottolineato la posizione del leader delle opposizioni, al Khatib, "disponibile alla soluzione politica della crisi".

La Francia ha annunciato oggi di non avere "alcuna intenzione di intervenire in Siria", a meno che non venisse confermato il rischio di un utilizzo delle armi chimiche. Una risposta indiretta l'ha data il Segretario alla Difesa americano, Leon Panetta. Secondo le fonti di intelligence nel Paese non si segnalerebbero movimenti.

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