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In tv la moglie di Girone: "I marò sono innocenti ma l'India li condannerà"

Vania Ardito a Virus: "Ai miei figli ho detto che il papà tornava laggiù perché deve mantenere la sua parola"

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

«Mio marito è innocente. Sono sicura che lui e Massimiliano non possono aver confuso dei pescatori con dei pirati». Parola di Vania Ardito, consorte di Salvatore Girone, il fuciliere di Marina trattenuto in India da 641 giorni assieme a Massimiliano Latorre. Per la prima volta la moglie di uno dei due marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, parla in tv, e lo fa a Virus - Il contagio delle idee. L'intervista del conduttore e vicedirettore del Giornale, Nicola Porro, è andata in onda ieri sera alle 22.30 su Rai 2.

La signora Girone ha ricordato lo scorso Natale, quando i marò sono tornati a casa in «permesso»: «È stato il più bello della nostra vita». Poi ha parlato del secondo rientro in patria per votare alle politiche e dell'annuncio che i due fucilieri non sarebbero più tornati in India. «L'11 marzo era arrivata la liberazione decisa dal governo italiano. Poi mio marito è andato a Roma da dove mi ha comunicato che deve tornare in India - spiega la consorte - Tornato a casa gli abbiamo fatto trovare i bagagli pronti. Non c'era tempo di spiegarci, ma solo per gli abbracci. Ai nostri figli ho detto che il papà deve mantenere la parola data».

Michele, stesso nome del nonno paterno, ha 12 anni e Martina 6. «A me non interessano i tempi - ha ribadito Vania nell'intervista - L'importante è che (i marò nda) tornino con la stessa dignità con cui sono partiti». Incalzata dalle domande di Porro la signora Girone ha ammesso che una condanna in India è «probabile». Ed aggiunto: «Anche se ci sarà una condanna sono convinta che si farà di tutto per riportarli in Italia».

Alla fine dell'intervista Vania ha regalato al conduttore il fiocco giallo di solidarietà ai marò. «Questo è un simbolo per tutte le famiglie dei militari che attendono il rientro in patria dei loro cari - ha spiegato - Sfileremo per le vie di Roma con questo fiocco accompagnati da chiunque voglia manifestare solidarietà».

«Tutti insieme per i marò» è lo slogan del corteo, senza simboli di partito, che parte oggi nella capitale alle 15, da Piazza Bocca della Verità. I rappresentanti dei militari, compresi i carabinieri, appoggiano la manifestazione. Il Cocer Marina sottolinea come i marò «siano ingiustamente trattenuti in India». I rappresentanti interforze hanno chiesto un incontro con Staffan De Mistura, inviato speciale del governo sul caso. Da Dehli, dove si trova in missione, De Mistura commenta: «La manifestazione è giusta. Dobbiamo ricordare a tutti, pure agli indiani, che non dimentichiamo i marò».

Giovedì l'inviato italiano ha incontrato il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid. Secondo Kurshid «la polizia (antiterrorismo, nda) sta preparando il fascicolo con i capi di imputazione e subito dopo potrà iniziare il processo, che si svolgerà con cadenza quotidiana».

Nel frattempo l'Unione europea continua la marcia di avvicinamento a Delhi fregandosene altamente dei nostri marò. Giovedì il vice presidente della Commissione, Joaquin Almunia, era a Delhi a firmare un importante accordo sulla concorrenza. «L''intesa darà nuovo slancio alla nostra cooperazione con  l'India», ha annunciato il numero due europeo.

Forse neppure è a conoscenza del braccio di ferro sui marò, per colpa dei governi italiani che non hanno mai battuto i pugni sul tavolo della comunità internazionale. E per farlo bastava un anno e mezzo fa, quando è iniziata l'odissea dei marò, ritirarsi dalla missione europea contro i pirati somali.

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