Gli eurodeputati sono immuni ma nessuno grida all’illegalità

Si è mai visto un presidente del Consiglio così continuamente messo all’angolo? Così tiranno e così circondato? Quiz: se vi chiedessero nel 1923 chi starebbe bene in una birreria bavarese, cosa rispondereste: Di Pietro o Berlusconi? Pensiamo a cosa avrebbero potuto affermare. Essere contro la separazione delle carriere dovrebbe essere fascista: i regimi amano l’unità di accusa e giudizio, magari anche della polizia, infatti si distingue lo Stato di diritto dallo Stato di polizia, e gli avvocati prosperano nelle democrazie.
Essere per l’elezione diretta del premier dovrebbe essere una proposta democratica e moderna, o negli Stati Uniti sono fascisti? Dove sono finiti i miei amici Pannella e la Bonino, promotori del presidenzialismo all’americana, i quali si allearono con Berlusconi proprio su questi temi? Il mio amatissimo Marco, per il quale la Corte Costituzionale era «la grande cupola della mafiosità partitocratica»? Se la grande cupola si mette contro il premier eletto, da quale parte sta il potere?
D’altra parte un osservatore esterno (ma dove lo prendiamo, ormai, uno così esterno? in quale galassia? in quale specie animale?) si chiederebbe: saranno davvero così tonti a Bruxelles, gli europei che giudicano l’Italia? Ci fanno o ci sono? Chissà come avranno fatto a non mettersi a ridere quando hanno letto della mancanza di libertà di stampa in Italia sulla rassegna stampa di tutti i giornali italiani non si sa. Italia, Paese di spallate, scossette, ribaltoni, discese in piazza, elezioni anticipate o auspicate, dietrologie, complotti, servizi deviati, tranne quando riguarda la destra, lì sono «coincidenze». Dove nel giro di sei mesi si porta alla ribalta politica e mediatica una prostituta con registratore, ci si inchioda intorno a un letto che per quanto grande non reggerebbe un giorno di conversazione senza sbadigliare, non si cava un ragno da un buco tranne qualche farfallina di bigiotteria, e un altro giorno come per magia giunge al termine un processo ventennale, con un miliardo di euro da risarcire subito, in primo grado e con molta fretta, un esproprio tuttavia non proletario ma a vantaggio dell’imprenditore rivale, proprietario del giornale che denuncia la libertà di stampa, coincidenza. Mentre dopo due giorni la Consulta boccia il Lodo Alfano, coincidenze.
Tra l’altro, all’estero, fossero svegli come minimo dovrebbero chiedersi: ma sono sempre in campagna elettorale, in Italia? Berlusconi rilascia ogni giorno dichiarazioni da questo o quel raduno del Pdl, mai una conferenza stampa da Palazzo Chigi, mai dietro una scrivania istituzionale con una bandiera italiana, in qualità di Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, sempre in trincea, al massimo ospite (contestato) di qualche trasmissione: si è fatto convincere perfino lui che è l’opposizione anche se è al governo. Paradossalmente la sua vocazione ai comizi e alla sacra ostentazione dei sondaggi (55%, 58%, 68%...) è una forma di umiltà, in teoria avrebbe già vinto le elezioni, mica ogni mese deve annunciare quanti italiani ha guadagnato o perso, i governi governano finché hanno la maggioranza e rendono conto a fine mandato, altrimenti né la Thatcher né Reagan né Aznar avrebbero mai governato, e Roosevelt non sarebbe mai neppure entrato nella Seconda Guerra Mondiale.
Di là, viceversa, sembrano al governo anche se sono all’opposizione: prima hanno provato a giocare al «governo ombra», ora tra Congressi, Assemblee e Convenzioni si ha l’impressione di assistere alla Rivoluzione Francese post presa della Bastiglia, e non ci si stupirebbe di leggere: «contesa tra Bersani e Franceschini rimandata al primo Brumaio». Sebbene, in realtà, vorrebbero fare gli americani, più simili purtroppo all’americano di Sordi davanti al piatto di maccheroni, e come se in America le primarie fossero il giochino di società che hanno escogitato da noi. Volendo puoi votare «anche se non sei iscritto al Pd», basta pagare due euro, vai a capire però se è costituzionale o meno, pagare per votare e scegliere tra Marino, Bersani o Franceschini (un game table Giochi Non Preziosi tutto deciso tra notabili del partito, e poi dicono di amare l’America di Obama, il quale ha sbaragliato gli avversari Stato per Stato, e avversari veri, mica i compagni di banco e di partito).
Per carità, non si nomini la Costituzione, da noi è sempre stata uno spauracchio o un refrain da usare a proprio vantaggio quando capita, troppo seria per essere presa sul serio. Passato lo strepito, dopo nessuno se la ricorda mai, la Costituzione. Se dovessimo citare un articolo utile conosciamo più quella americana, dove almeno ci si può appellare al Quinto Emendamento, magari perfino per non rispondere a Repubblica, nel caso le venisse in mente di fare dieci domande anche a noi, perché se la legge è uguale per tutti lo saranno anche le domande, e chiunque dovrà rispondere dei propri peccati. Il Lodo Alfano, si sa, non andava bene proprio perché «la legge è uguale per tutti», nella certezza che una simile legge avrebbe calpestato l’articolo 3 della Costituzione, lo dice Travaglio. Nessuno tra gli improvvisati garanti della «Carta» si chiede, per esempio, come mai nel 1993 fu abrogata l'immunità parlamentare: all’epoca non fu calpestata la Costituzione? Se ne deduce che la Costituzione, prima del 1993, proteggendo i parlamentari dal potere giudiziario, fosse anticostituzionale? Strano che quanto è valso per mezzo secolo per i parlamentari, scritto dai «padri costituenti» e proprio con profondo senso antifascista (mettere gli eletti dal popolo al riparo da possibili golpe giudiziari), non possa essere proposto per le più alte cariche dello Stato. Al contrario basta farsi eleggere al parlamento europeo per godere di molta immunità, e dovrebbe essere un vero schifo. Sicché, vogliamo mandare un Di Pietro o un Travaglio lì a Bruxelles, a spiegare almeno che anche il parlamento europeo è in conflitto con l’articolo 3 della nostra Costituzione, e dunque anche l’Europa, per noi, è illegale, e forse gratta gratta perfino fascista?
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