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Auto, il pressing di Merz su Bruxelles

Il cancelliere: "Motori a combustione oltre il 2035". Gli applausi da Stellantis

 Auto, il pressing di Merz su Bruxelles
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Il prossimo 10 dicembre sono attese novità sul futuro del sistema automotive europeo, messo in ginocchio da regole green suicide. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dovrà tenere ben presenti questi dati: la produzione di auto è crollata da 16 milioni di unità nel 2018 a soli 11,4 milioni nel 2024; i volumi dell’export sono diminuiti del 13,2% dal 2019 e le immatricolazioni sono calate di 2,4 milioni. «Questo crollo della domanda - evidenzia IndustriAll, che riunisce le varie sigle sindacali europee - non è solo una minaccia per la capacità industriale, ma anche per i lavoratori, le comunità e l’autonomia strategica di tutto il Continente».
In vista del 10 dicembre (si attendono risposte sull’ok alla neutralità tecnologica e l’abolizione delle multe anti-CO2 che condizionano le produzioni) crescono le pressioni politiche e dei costruttori affinché si riveda il tutto in chiave pragmatica. Proprio dalla Germania, in proposito, arriva quello che potrebbe risultare l’appello decisivo. A indirizzarlo alla connazionale von der Leyen è il cancelliere Friedrich Merz. «Per determinare il futuro dell’Europa - scrive Merz - l’obiettivo comune dev’essere l’elaborazione di una regolamentazione favorevole all’innovazione, aperta alle nuove tecnologie ed equilibrata tra green e competitività industriale. Occorre una regolamentazione delle emissioni di CO2 neutrale dal punto di vista tecnologico, flessibile e realistica, che consenta di raggiungere gli obiettivi climatici senza compromettere innovazione e creazione di valore industriale».
Quindi, non solo un’unica strada, cioè quella del “tutto elettrico” dal 2035, come imposto dall’ideologia di Bruxelles e solo ultimamente respinta anche dai costruttori.
«Le quote di miscelazione dei carburanti sintetici e dei biocarburanti avanzati - aggiunge Merz, riconoscendo indirettamente le pressioni in tal senso del governo italiano - dovrebbero essere adeguatamente aumentate.
Anche i biocarburanti tradizionali devono continuare a svolgere il loro ruolo. Con questo approccio globale, tutte le tecnologie disponibili, oggi quanto in futuro, devono poter contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici. Dopo il 2035, oltre ai veicoli puramente elettrici, dovrebbero poter essere ancora immatricolate auto con sistemi di trazione duali, composti da trazione elettrica e anche motore a combustione».
Positivo il commento di Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa allargata, sulla posizione ufficiale assunta dal cancelliere tedesco. «Accogliamo con favore - osserva il manager - tutte le misure che favoriscono un ritorno rapido e sostenibile alla crescita dell’industria automobilistica europea». In casa Stellantis, intanto, lanciata la nuova Fiat 500 ibrida insieme all’impegno di aprire un nuovo corso per il polo di Mirafiori, restano aperti non pochi problemi. Tra questi, il futuro del sito di Termoli, in Molise (1.800 gli occupati), punto di riferimento per la produzione di cambi e motori, che vede infatti approssimarsi la cancellazione definitiva della “svolta” gigafactory per un investimento di 2 miliardi. «La transizione - così Fim Cisl in una nota - la stanno pagando solo i lavoratori.

La decisione di Stellantis di fermare i motori endotermici dal 2030, anticipando di 5 anni il limite Ue, è stato un fallimento e lo ha riconosciuto.
Chiediamo ora al gruppo che sia il sito di Termoli a produrli. I motori francesi stanno dimostrando la loro inaffidabilità».

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