Europee, i candidati del Pd? Molti, anzi troppi "ex"

Il Pd candida ex sindaci, ex governatori ed ex parlamentari dimostrando ancora una volta di considerare l'Europarlamento come il "parcheggio" degli indesiderati

Europee, i candidati del Pd? Molti, anzi troppi "ex"
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Qualche riconferma, qualche vip, alcuni fedelissimi e tanti ex. Le liste del Pd per le prossime elezioni Europee, a differenza della scelta di inserire il nome della segretaria nel sembolo, sembrano aver messo d’accordo tutti.

“Domenica avrete la lista dei candidati, ben nove giorni prima della scadenza”, aveva detto in settimana ai cronisti presenti in Transatlantico il responsabile organizzativo del Pd, Igor Taruffi. E così è stato, anche se la presentazione di queste liste è stata preceduta da numerose polemiche, soprattutto per la volontà della segretaria Elly Schlein di candidarsi. L’ex premier Romano Prodi ha ribadito la sua contrarietà anche oggi: “Ragioniamo con un po’ di buonsenso, perché dobbiamo dare un voto a una persona che, se vince, di sicuro non ci va”. E ha aggiunto: “Queste sono ferite della democrazia, si scava un fosso per cui la democrazia non è più amata. Ho detto solo questo. Riguarda Meloni, Schlein, Tajani e tutti. Non è questo il modo di sostenere che la democrazia è un sistema al servizio del popolo".

La presenza di capilista donne provenienti dalla società civile come la giornalista Lucia Annunziata e Cecilia Strada, figlia del fondatore di Emergency, proprio come la Schlein, potrebbero sottrarre voti preziosi alla rielezione delle europarlamentari uscenti. Le donne che si giocano la riconferma ci sono Irene Tinagli, Alessandra Moretti, Pina Picerno, Elisabetta Gualmini, Beatrice Covassi, Camilla Laureti (unica sostenitrice della Schlein a Bruxelles) e Daniela Rondinelli che nel 2019 era entrata all’Europarlamento con il M5S per poi passare, pochissimi mesi fa, al Pd. A contendersi la rielezione ci sono anche Brando Benifei, capodelegazione uscente, e il medico difensore dei migranti Pietro Bartolo in quota Demos.

Il presidente del partito, Stefano Bonaccini, lascia il ruolo di governatore dell’Emilia- Romagna (che comunque sarebbe scaduto a breve) per fare il capolista nel Nord-Est, tra i mugugni dei membri della sua corrente di minoranza che lo accusano di aver pensato solo al suo futuro. Sia nella circoscrizione Nord-Ovest sia nel Nord-Est troviamo a candidatura del deputato Alessandro Zan, responsabile diritti del Pd. Tra i parlamentari che ambiscono trasferirsi a Bruxelles, oltre al senatore Antonio Nicita, il più noto è sicuramente l’ex segretario ed ex governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Tra le sorprese spicca il nome di di Eleonora Evi, deputata ex M5S che in questa legislatura è stata rieletta tra le fila dei Verdi, salvo poi andarsene per colpa di Angelo Bonelli, reo di volerla oscurare nel suo ruolo di co-portavoce. Moltissimi gli ex parlamentari che sperano di rientrare in campo conquistando un seggio a Bruxelles: da Emanuele Fiano a Giuditta Pini da Alessia Morani a Lello Topo e Pino Lupo. Tanti gli ex sindaci che, concluso il loro secondo mandato, puntano a fare un’esperienza politica all’estero. I più famosi sono Antonio De Caro (Bari), Giorgio Gori (Brescia), Dario Nardella (Firenze) e Matteo Ricci (Pesaro). Altre figure di spicco sono: l’assessore alla mobilità di Milano Piefrancesco Maran, l’ex segretario generale Cgil-Spi Ivan Pedretti, l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio, l’ormai “ex Sardina” Jasmine Cristrallo e il giornalista Sandro Ruotolo, attuale responsabile informazione del Pd.

Infine, ci sono vari consiglieri regionali che da Nord a Sud sono stati candidati come ‘riempilista’ nella vana speranza che possano fungere da portatori di voti. Tra ex sindaci, ex governatori ed ex parlamentari sembra quasi che il Pd continui a considerare l'Europarlamento come il "parcheggio" dei loro mostri sacri...

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