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La lunga sfida per sconfiggere il cancro

Cooperazione europea, condivisione delle migliori pratiche e solidarietà tra Stati membri sono strumenti essenziali per ridurre le disparità

La lunga sfida per sconfiggere il cancro

Il cancro tocca quasi ogni famiglia europea. Dietro ogni diagnosi ci sono volti, storie, paure e speranze. E c’è una verità che non possiamo più ignorare: una parte enorme di questa sofferenza potrebbe essere evitata.

Oggi sappiamo che circa il 40% dei tumori in Europa è prevenibile.

Non è un’ipotesi, è un dato. Eppure, non stiamo ancora facendo abbastanza per trasformare questa consapevolezza in azione.

Ogni anno, il 4 febbraio, la Giornata mondiale contro il cancro ci invita a fermarci e guardare in faccia la realtà. Non è solo una ricorrenza simbolica, ma un momento di responsabilità collettiva. Nel 2026, mentre l’Europa affronta l’invecchiamento della popolazione e una crescente pressione sui sistemi sanitari, la lotta contro il cancro resta una delle prove più decisive della nostra capacità politica di proteggere i cittadini.

Nonostante i progressi, persistono profonde disuguaglianze tra e all’interno degli Stati membri.

L’accesso alla prevenzione, alla diagnosi precoce e a cure di qualità non è ancora uguale per tutti.

Troppi tumori vengono diagnosticati tardi, non per limiti della medicina, ma per carenze dei sistemi.

Le innovazioni scientifiche impiegano anni per arrivare ai pazienti e i sopravvissuti continuano a incontrare ostacoli nella vita lavorativa e sociale.

Il Gruppo Ppe ha affrontato queste sfide con un impegno chiaro e costante. Per noi, la lotta contro il cancro non è uno slogan, ma una priorità politica di lungo periodo, fondata su un principio semplice: ogni cittadino europeo, ovunque viva, deve avere le stesse opportunità di prevenzione, diagnosi e cura.

Questo approccio ha guidato il nostro lavoro nella Commissione speciale del Parlamento europeo per la lotta contro il cancro e prosegue oggi nella Commissione per la sanità pubblica. Abbiamo ascoltato pazienti, medici, ricercatori e caregiver, trasformando l’esperienza reale in proposte concrete.

La prevenzione è il nostro primo pilastro, promuovere stili di vita sani e ridurre i fattori di rischio significa salvare vite nel lungo periodo. Il secondo pilastro è la diagnosi precoce attraverso programmi di screening efficaci e accessibili devono raggiungere tutti, soprattutto le persone più vulnerabili. Il terzo è l’innovazione.

L’Europa deve garantire che, grazie a ricerca e dati sanitari, le terapie innovative arrivino rapidamente ai pazienti, in sicurezza.

Al centro di tutto c’è l’equità.

Una diagnosi di cancro non deve dipendere dal codice postale.

Cooperazione europea, condivisione delle migliori pratiche e solidarietà tra Stati membri sono strumenti essenziali per ridurre le disparità.
Allo stesso modo, pazienti e sopravvissuti devono restare al centro delle politiche, perché qualità della vita, salute mentale e reinserimento sociale contano quanto le cure.

La Giornata mondiale contro il cancro 2026 deve essere più di un momento di sensibilizzazione.

Deve essere un richiamo all’azione.

Se quasi la metà dei tumori può essere prevenuta, la risposta è una sola: agire insieme, con coraggio e coerenza, per un’Europa che protegge davvero.

*eurodeputato Ppe, membro Commissione Sant
**eurodeputato Ppe, coordinatore Commissione Sant.

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