Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:35
Europa

Macron ceda il posto all'Onu

Le suggestioni si sprecano e peró il gesto rivoluzionario di Macron romperebbe equilibri tossici e farebbe emergere perfino al Palazzo di Vetro la Ue

"Prepariamo un piano di sopravvivenza per la popolazione". Cosa c'è dietro la mossa di Parigi

Un carosello di vertici. Emanuel Macron ci mette la faccia e rilancia: l'Europa fa sentire la sua voce sull'Ucraina. Giusto, anche se le voci sono differenti e a volte cantano in lingue diverse, senza intendersi. Mandare truppe a Kiev oppure no? E questi soldati da chi sarebbero guidati e a chi risponderebbero? Domande a grappolo che a specchio ne pongono una, forse decisiva, proprio al Presidente francese: caro Macron, perché non fare un passo concreto? E quel passo, non c'è dubbio, sarebbe uno solo: condividere, mettiamola così, il seggio permanente al Consiglio di sicurezza dell'Onu con la Ue.

Fermiamoci un attimo a riflettere: sarebbe una svolta clamorosa, perché Bruxelles apparirebbe d'improvviso sui radar e sulle mappe della geopolitica. Certo, anche l'Onu è in crisi e sembra aver perso gran parte del suo carisma, ma l'Unione europea sta ancora peggio e si fa persino fatica a dare un'identità e una fisionomia precise.

Così, quando si parla dell'esercito comune, ci si impantana in mille problemi. Il primo, però, se si srotola a ritroso il gomitolo delle problematiche aperte è: c'è un esercito quando c'è una politica estera e c'è una politica estera quando c'è un soggetto capace di imprimere una spinta in questa o in quella direzione.

Ecco, il seggio permanente al Consiglio di sicurezza, con annesso potere di veto, favorirebbe la costruzione di quel soggetto e fatalmente ridurrebbe a unità le ventisette politiche estere dei partner che oggi dicono tutto e il contrario di tutto.

Certo, così Parigi perderebbe all'apparenza spicchi di grandeur, ma aiuterebbe l'Europa giunta ad un tornante decisivo della propria storia.

L'Europa sarebbe in qualche modo costretta a votare con una mano sola - quella della Commissione o del Consiglio o altra ancora - mentre oggi è un mostriciattolo con tante braccia mal coordinate.

Sogno. Provocazione. Un salto nel futuro. Le suggestioni si sprecano e peró il gesto rivoluzionario di Macron romperebbe equilibri tossici e farebbe emergere perfino al Palazzo di Vetro la Ue. Oggi invisibile come un sottomarino. Le opinioni pubbliche dei paesi europei sanno a stento che c'è un Alto rappresentante della politica estera e pochi ricordano che è l'estone Kaja Kallas. Ma tutto cambierebbe portando sotto i riflettori un organismo che ora si esprime male, come un coro dove ciascuno va per la sua strada, mettendo insieme format e formule diverse. Un seggio all'Onu, un voto solo e, a quel punto, anche un solo esercito. Pronto a intervenire in Ucraina o in Palestina e a convogliare risorse, industrie e tecnologie in un'unica direzione.

Presidente Macron, ci pensi. È giunto il momento di fare la storia.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.