Magnus Brunner, commissario agli Affari interni, ha tenuto un’audizione in commissione Giustizia (Libe) del Parlamento Ue durante la quale ha parlato anche di migranti e di immigrazione, facendo il punto su quanto sta facendo l’Unione europea per migliorare la gestione dei flussi e la tutela dei confini. In questo quadro l’Italia è fondamentale, perché dopo anni in cui è stata succube di decisioni altrui in fatto di immigrazione, nonostante sia uno dei Paesi più esposti in tal senso, ha anche dettato la tabella di marcia e portato all’attenzione degli altri Paesi la sue idee e soluzioni.
“In Italia sono stati fatti progressi importanti sulle riforme sul coordinamento interistituzionale, la modifica della normativa nazionale, la legislazione d'emergenza sull'assunzione del personale e inoltre ci sono progetti pilota sullo screening in diverse aree. Sullo screening, le autorità italiane hanno indicato di essere pronte, sulla base dell'esperienza decennale che hanno nella gestione degli hotspot. L'Italia è sulla strada giusta”, ha detto Brunner in audizione, rispondendo a una domanda di una eurodeputata francese di Renew Europe, che chiedeva se ci fosse il rischio che una mancata implementazione delle nuove norme da parte dell'Italia ponesse dei rischi per gli Stati membri di secondo ingresso, come la Francia.
Durante l’audizione non si è affrontato il tema dei respingimenti della Francia verso l’Italia, anche di donne e di bambini. E non si è parlato nemmeno dei problemi posti in passato dal Paese Transalpino in ordine agli sbarchi dei migranti dalle navi Ong, che a quanto pare non sono le benvenute in Francia, vedasi il caso di Ocean Viking. Due temi sui quali, prima o poi, si dovrà far luce. Nonostante le navi Ong siano per la maggior parte navi battenti bandiere tedesche o, comunque, non italiane, sembra essere l’Italia l’unico Paese che si deve assumere l’onere. In ogni caso, ha spiegato Brunner, “gli Stati membri nel loro complesso sono a buon punto nell'adattamento dei loro quadri normativi nazionali”. I Paesi Bassi, ha spiegato il commissario, “hanno adottato le loro leggi nazionali l'altro giorno. Italia, Francia, stanno usando un decreto per andare avanti, quindi le cose vanno avanti ogni giorno. Ci sono alcuni tasselli mancanti. Abbiamo un problema con un paio di Stati membri che al momento non hanno un governo e che avranno alcuni giorni di rinvio”.
Tuttavia, ha aggiunto, “lo stato di preparazione è molto più avanzato rispetto all'ultimo rapporto di novembre. La maggioranza degli Stati membri ha raggiunto una capacità adeguata per la procedura di frontiera e dispone già delle strutture e del personale necessari”. Sarebbe pretestuoso chiedere che tutto funzionasse al 100% da primo giorno, ma “ho la sensazione che gli Stati membri siano davvero disposti a fare del loro meglio per attuarlo”, ha spiegato Brunner.
Sui Paesi terzi, inoltre, il commissario ha sottolineato che “sono molto importanti perché non sono una esternalizzazione, piuttosto si tratta di una responsabilità globale di altri Paesi sicuri nel mondo. Parliamo sempre di Europa ma ci sono anche altri paesi. Su quali sono i Paesi sicuri non siamo noi a definirli, ci sono esperti che lo fanno”.