Europa

"Ultima opportunità per agire". La spinta di Letta dopo l'appello di Draghi

"Distacco da Usa e Cina troppo grande". L'allerta di Letta alla vigilia della presentazione del rapporto sul mercato interno Ue e all'indomani dall'appello di Draghi al "cambiamento radicale"

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"Siamo di fronte all'ultima opportunità per agire, l'ultima finestra si apre e occorre sfruttarla". Per Enrico Letta non c'è più tempo. Sono toni quasi escatologici quelli utilizzati dall'ex premier italiano l'ex premier italiano per descrivere il politico alla vigilia della presentazione del rapporto sul mercato interno che sarà discusso domani, nella seconda giornata del Consiglio europeo. Parole per nulla dissimili da quelle pronunciate nelle scorse ore da Mario Draghi, che da Bruxelles aveva lanciato un analogo monito all'Ue sulla necessità di un "cambiamento radicale".

Due voci, un comune denominatore: l'urgenza di agire per contrastare una concorrenza che rischia di soffocare il Vecchio Continente. Una posizione condivisa anche dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "Dobbiamo essere lucidi e chiari sia sull'analisi della situazione, sia sulle scelte da compiere mentre i nostri concorrenti dispiegano politiche di sostegno delle loro imprese", ha esortato quest'ultimo, rimarcando la necessità di preparare l'agenda strategica europea, una guida per l'azione nella prossima legislatura dopo il voto Ue.

Secondo quanto trapela, nel rapporto preparato da Letta ci sono una serie di proposte per far decollare effettivamente l'unione del mercato dei capitali in una nuova versione. Compreso un percorso per rafforzare le emissioni Ue, un safe asset per la crescita e l'autonomia strategica europea. La tabella di marcia prospettata prevede, tra i vari interventi, un prodotto di risparmio a lungo termine entro il 2025 con iscrizione automatica a livello europeo per stimolare investimenti al dettaglio, sfruttando gli incentivi fiscali degli stati degli stati membri, ma anche l'armonizzazione dei quadri normativi nazionali per consentire ai grandi gruppi assicurativi di adattare i requisiti patrimoniali allo specifico profilo di rischio di ciascuna entità, sbloccando così capitale aggiuntivo.

Viene inoltre lanciata l'idea di creare una garanzia specifica 'verde' per sostenere gli investimenti privati nella sostenibilità facendo leva sulla Banca europea degli investimenti con l'obiettivo sostenere l'intervento delle banche a favore di progetti e imprese di investimento green. Tra le proposte, la semplificazione dell'uso della cartolarizzazione, che è fondamentale per diversificare gli investimenti patrimoniali e liberare la capacità di bilancio delle banche; l'accesso unico per i mercati dei capitali pubblici specificamente progettato per le imprese a piccola e media capitalizzazione, per consolidare i loro segmenti di mercato attraverso le principali Borse, semplificando la loro transizione verso i principali segmenti di mercato sotto la supervisione diretta e semplificata dell'Autorità dei mercati finanziari (Esma).

Rispetto agli Stati Uniti ma anche alla Cina, "il distacco è tale che siamo di fronte all'ultima opportunità per agire", ha sottolineato ancora l'ex presidente del consiglio italiano. Valutazioni arrivate all'indomani di un appello che Mario Draghi aveva lanciato dal Belgio con piglio quasi presidenziale.

Davanti al mondo che "sta cambiando" - aveva avvertito l'ex banchiere - l'Unione ha bisogno "di un cambiamento radicale" e di agire unita "come mai prima". Whatever it takes, il ritorno (in campo). A nemmeno due mesi dal prossimo voto europeo.

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