Sal Da Vinci è già dato per vincitore o almeno sul podio dell'Eurovision Song Contest: tutte le classifiche sui social e dei bookmakers sono a suo favore. Si esibirà fuori gara questa sera, perché il rappresentante dell'Italia, paese fondatore della kermesse, va di diritto nella finale di sabato. Ma stasera ci sarà un altro pezzo d'Italia sul palco della Wiener Stadthalle di Vienna. Si chiama Senhit, è italiana, nata a Bologna, di famiglia di origine eritrea e gareggia per San Marino, la piccola Repubblica che con il suo mini festival attira artisti da tutto il mondo per guadagnarsi il passaporto per l'Eurovision. Quest'anno se l'è conquistato Senhit anche grazie a una geniale trovata: coinvolgere Boy George che, a San Marino ci è andato solo virtualmente, ma a Vienna è arrivato e gira la città con stupore e divertimento.
La cantante bolognese ha raccontato di aver conquistato la star dei Culture Club scrivendogli semplicemente una email. Stasera, nella prima delle semifinali, in onda su Raidue, con la conduzione di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, i due si esibiranno nel brano Superstar, scritto in collaborazione con Boy George, cantato da Senhit e, solo per una strofa, in duetto. Il pubblico italiano potrà votarli in quanto rappresentante di San Marino. "Superstar è un'espressione di autenticità e libertà, tra laser, luci e paillettes - ha raccontato la cantante - Boy George apparirà come un dio camminando assieme in passerella dicendo al pubblico che noi lì siamo superstar ma anche voi potete esserlo. Il messaggio è quello, chiunque nel suo quotidiano, nel suo lavoro, credendo in se stesso può essere superstar".
Senhit ha già una grande esperienza all'Eurovision, ci è già stata due volte, e porta una musica lontanissima da quella di Sal Da Vinci. Abituata ai palchi di tutto il mondo, cavalca una musica pop internazionale e canta in inglese.
Se stasera dovesse passare il turno, sabato si troverà in gara contro il cantante napoletano. E chissà se gli italiani voteranno per lei, non potendo, da regolamento, sostenere Sal, visto che non si può votare per il rappresentante del proprio paese.