Expo, caccia a fondi privati Stanca: niente leggi speciali

Undici milioni di euro per arrivare alla fine dell’anno. È il budget a disposizione di Expo 2015, la società di gestione incaricata di occuparsi della gestione dell’evento. Il consiglio d’amministrazione si è riunito a ranghi completi con Carlo Secchi, l’ex rettore della Bocconi nominato dalla Provincia subito dopo il voto. I soldi stanziati serviranno per gli stipendi, la comunicazione, le attrezzature per far partire la società. «Da settembre la società sarà operativa» assicura l’ad, Lucio Stanca. Expo 2015 è ancora in attesa degli investimenti di aziende e imprese. «Per coinvolgere i privati bisogna spiegare loro cosa sia» osserva sibillina la presidente, Diana Bracco.
In tempi di crisi economica, una rassicurazione sui fondi arriva dalla Banca europea per gli investimenti, disponibile a finanziare progetti legati all’Esposizione universale. Se ne è discusso durante il Forum euromediterraneo in corso in questi due giorni. «La Bei ha giocato sempre un ruolo importante negli eventi delle grandi città e c’è già un piano di lavoro con il Comune» spiega il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco. Il sindaco, Letizia Moratti, ne ha discusso anche con il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, durante il colloquio che i due hanno avuto lunedì scorso a pranzo a Palazzo Mezzanotte, sede della convention sui rapporti con i Paesi del Mediterraneo.
La prima scadenza importante è il maggio 2010, quando il progetto del sito dovrà essere registrato al Bei, il Bureau international des expositions. Ma tutto sembra filare liscio, almeno a giudicare dalla lettera di «pieno supporto» inviata dal segretario generale del Bureau International des Expositiones, Vicente Gonzales Loscertales, all’amministratore delegato Stanca.
Insomma, secondo il Bie i lavori rispettano la tabella di marcia. Così Stanca taglia corto: «Non vedo alcuna necessità di una legge speciale».

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