Facebook, gruppi di autodifesa dal pizzo

Facebook, gruppi di autodifesa dal pizzo

Contro i parcheggiatori abusivi c’è poco da fare. Ora però è arrivato Facebook ad amplificare il malumore dei romani. Gli utenti del social network più amato hanno unito le forze per combattere assieme la piaga dei guardamacchine illegali. L’idea è quella di segnalare le aree infestate dall’odioso fenomeno, in modo tale da aiutare gli automobilisti a non incappare nel taglieggio. Diversi i gruppi online nati a questo scopo. Alcuni frutto dello spirito d’iniziativa di privati cittadini giunti ormai all’esasperazione, altri di stampo semi-istituzionale come quello inaugurato di recente dal consigliere del Pdl del XV Municipio Augusto Santori con l’appoggio di esponenti del suo stesso schieramento. Disponibile perfino un tariffario dettagliato con i costi da sostenere nelle zone attualmente in mano ai parcheggiatori a scrocco.
Ma andiamo per ordine. Il gruppo sponsorizzato da Santori, con 600 membri all’attivo, chiede al sindaco di «formalizzare l’ordinanza contro i parcheggiatori abusivi al fine di stroncare un fenomeno radicato da anni nella nostra città e che si manifesta in forma di racket di fronte a ospedali, locali notturni e luoghi di ritrovo». Inoltre l’intento è quello di raccogliere segnalazioni via Facebook, da integrare con i dati in possesso della commissione Sicurezza che al momento sta preparando una cartina della città in cui si evidenziano le zone a rischio. Una volta pronta, la mappa sarà resa disponibile attraverso svariati canali, compreso Facebook. «Da quanto ci risulta le aree più colpite dal fenomeno sarebbero l’Eur, e più precisamente via delle Tre Fontane, le strade nei pressi dei nosocomi, in particolare quelle adiacenti al San Camillo e all’Umberto I, via Enrico Fermi, che sfocia sul lungotevere de’ Papareschi, piazzale della Radio, via Galvani a Testaccio e molte altre ancora», spiega Augusto Santori.
Finora ha riscosso un enorme successo anche un gruppo denominato «parcheggiatore abusivo non te vojo pagà», più esplicito di così non si può, che vanta ben 9mila membri. Anche qui le segnalazioni si sprecano. «In via Albergotti, a Boccea, ci sono tre parcheggi tutti presidiati dai guardamacchine illegali», scrive Eleonora. «Nei pressi del Bambino Gesù ci sono quelli che chiedono i soldi alle mamme e ai papà che portano il figlio all’ospedale», avverte Marco. E potremmo andare avanti così all’infinito. Per di più è possibile consultare un tariffario dettagliato che fa riferimento all’anno in corso in cui sono riportati i prezzi da pagare nei vari quartieri. In via Libetta, zona Ostiense, si va dai 50 cent ai 2 euro, poco più in là, vicino al ponte di ferro, 3 euro se va bene, dalle parti di Corso Francia invece si spende 1 euro, a Cavour 2 euro, a Capannelle pure, a ponte Milvio 1 o 2 euro, a Testaccio 3, a Trastevere 2, e allo stadio Olimpico, in occasione delle gare di calcio, addirittura 4. L’obbiettivo del gruppo? Semplice, quello di «non dover redigere un tariffario 2010».
Esiste poi su Facebook un fitto sottobosco di gruppi più o meno frequentati che se la prendono con i parcheggiatori abusivi e dove la gente non le manda certo a dire. Espressione di un malcontento generalizzato nei confronti di una forma di estorsione che non risparmia nessuno, sono la dimostrazione di quanto sia urgente intervenire. Il Comune è al lavoro. Ad agosto il sindaco ha annunciato per settembre il varo di un’ordinanza contro i guardamacchine a scrocco. Ma intanto i giorni passano e il malumore della gente aumenta.