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Arriva dagli USA la pillola per dimagrire: l'obesità ha i giorni contati e il mio sovrappeso anche

Sono finite le feste e si torna a casa più grassi di prima, e dire che ero a dieta e avevo perso due chili con fatica ma difficile salvarsi dalle tavolate con mamme e nonne e zie

Arriva dagli USA la pillola per dimagrire: l'obesità ha i giorni contati e il mio sovrappeso anche
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Sono finite le feste e si torna a casa più grassi di prima, e dire che ero a dieta e avevo perso due chili con fatica ma difficile salvarsi dalle tavolate con mamme e nonne e zie dove le portate non finiscono mai e “è tutto fatto in casa” e quindi tutto senza tabelle nutrizionali, e “mangia questo”, “assaggia quest’altro”, “almeno questa fetta di torta”, insomma arrivi lì con settimane di sacrifici per perdere due chili e te ne ritorni con cinque chili in più presi in due giorni. Inutile citargli il buon Gabriele Bernardini e spiegargli la somma e il totale delle calorie e dei grassi, fatti in casa o industriali cambia un cavolo, e che ti stanno uccidendo a pranzo e a cena, loro se ne fregano di Bernardini, e a 55 anni ti trattano come un bambino che deve crescere.

Ma oggi leggo una notizia che potrebbe essere una soluzione. Avete presente le punturine di semaglutide, che ormai non sono più la necessità di chi ha il diabete ma una soluzione rapida per dimagrire? Spesso introvabili, costose, bisogna essere benestanti e poi sono comunque iniezione. Ebbene, negli Stati Uniti cresce l’interesse per i farmaci dimagranti in pillola come alternativa alle iniezioni tipo Wegovy e Zepbound, soprattutto per una ragione molto poco filosofica e molto umana: costano meno, fanno meno impressione e sono più comodi da prendere. Reuters racconta che Eli Lilly sta puntando forte sulla pillola orforglipron, mentre gli analisti vedono proprio nelle formulazioni orali il possibile salto di massa del mercato anti-obesità, perché per molti pazienti ingoiare una compressa è molto più accettabile che farsi una puntura regolare.

I farmaci dimagranti in pillola potrebbero ampliare enormemente il mercato, proprio perché più semplici da produrre, distribuire e assumere rispetto agli iniettabili, e negli USA la domanda resta altissima, ma prezzo e accessibilità continuano a essere un ostacolo per molti pazienti. Questa secondo me è la svolta. Sia perché vivo di pillole, tra triptani e statine e inibitori della pompa protonica e inibitori della ricaptazione della serotonina, non c’è neppure bisogno di Mary Poppins che basta un poco di zucchero e la pillola va giù, io le mando giù tutte insieme senza zucchero, come House.

Quindi, tornato con cinque chili in più, stavo risolvendo il mio dilemma in senso opposto: siccome non voglio essere sovrappeso, stavo decidendo e basta, divento grasso. Sovrappeso non lo sopporto. Voglio che chi mi vede pensi: guarda quello scrittore magro. Oppure guarda quello scrittore grasso. Non guarda quello scrittore sovrappeso. Essere sovrappeso è tristissimo, è per questo che hanno fascino i magri e io grassi, perché i magri, a parte che vivranno di più, ti danno quell’idea di estremo contenimento alimentare, che non hanno bisogno di strafogarsi, sono eleganti. I grassi viceversa trasmettono voracità, malattia, ma anche che se ne fregano e mangiano quello che vogliono e moriranno prima ma enormi.

Ecco, finalmente la svolta, potrò permettermi la pillola. Che mi toglierà il problema dell’appetito e mi darà anche un alibi farmacologico per non averlo.

E quando mi ritroverò a tavola potrò dire la stessa frase che dice una ragazza a un ragazzo per stare tranquilli sulla copula ma al contrario, per rifiutare. “Prendi ancora un po’ di lasagne”. “Neppure un po’, non ho fame, sapete, prendo la pillola”.

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