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Apnea, gonfiore e tosse: i segnali dello scompenso cardiaco e che cosa fare

Il cuore lavora come una pompa e quando smette di funzionare correttamente insorgono i problemi. Importante è la prevenzione, fatta anche di comportamenti che possono incidere sui fattori di rischio. Attenzione, tra gli altri, alla qualità del sonno.

Apnea, gonfiore e tosse: i segnali dello scompenso cardiaco e che cosa fare
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Quando il cuore non riesce più a lavorare adeguatamente si parla di scompenso cardiaco o di insufficienza cardiaca. La patologia è molto diffusa e la prevalenza aumenta con il crescere dell’età.

L’organo si comporta come una pompa che riceve sangue venoso, lo immette nella circolazione polmonare per ossigenarlo e infine lo espelle mandandolo nelle arterie. E’ in questo modo che tessuti e organi vengono irrorati, ricevono ossigeno e nutrienti, e sono in salute. Quando però il cuore funziona male, ecco che a risentirne è tutto l’organismo.

Le cause dello scompenso cardiaco

visita medica

Possono essere molteplici le cause della malattia: tra questi, infarto del miocardio, ipertensione arteriosa, malattie del muscolo cardiaco, cardiopatie congenite, infezioni.

Fattori di rischio e prevenzione

I principali fattori di rischio sono l’obesità, l’ipertensione, livelli elevati di colesterolo, diabete, sindrome metabolica, fibrillazione atriale.

E' possibile quindi mettere in atto azioni per provare ad incidere su tali elementi: ad esempio scegliere un’alimentazione sana ed equilibrata, smettere di fumare, tenere sotto controllo il proprio peso corporeo e cercare di limitare lo stress. Oltre a svolgere attività fisica con costanza: gli studiosi dell'Università di Buffalo (Stati Uniti), con una ricerca pubblicata su Jama Cardiology, hanno verificato che una maggiore sedentarietà negli ultrasessantenni significa maggior probabilità di andare incontro a insufficienza cardiaca.

Provare regolarmente la pressione permette inoltre di capire con un semplice gesto se si è ipertesi. In quest’ultimo caso il cuore è costretto a fare uno sforzo maggiore per pompare il sangue nelle arterie e con il tempo diventa troppo rigido o si indebolisce, con conseguenze negative sulla salute.

In generale i dovuti controlli e visite periodiche permettono di tenere monitoriata la propria condizione.

Attenzione al sonno

Dormire

Un aspetto da tenere in considerazione anche il modo in cui si riposa la notte. Un sonno disturbato può avere diverse cause, ma potrebbe anche essere un campanello d'allarme per la salute del cuore.

Un recente studio che ha analizzato i dati di un amplissimo numero di pazienti in Germania con un'età media di 73 anni, in prevalenza donne, ha verificato che una precedente diagnosi di disturbi del sonno è associata ad una maggiore incidenza di disturbi cardiaci. Secondo i ricercatori pertanto problemi legati al riposo notturno potrebbero rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di scompenso cardiaco. Una gestione precoce delle problematiche legate al sonno può quindi essere, a parere degli studiosi, utile anche ai fini della miglior salute del cuore.

I sintomi

I sintomi dello scompenso cardiaco possono essere molto lievi o poco chiari. Addirittura la malattia, quanto meno all’inizio, può essere asintomatica: ma progredendo rende i sintomi sempre più evidenti.

Tra i sintomi (che cambiano a seconda della gravità della situazione) vi sono mancanza di fiato (dispnea), debolezza generale (astenia), perdita d’appetito, tosse, confusione, gonfiore a piedi, caviglie e gambe, ma anche all’addome e problemi di memoria.

Diagnosi e cura

Farmaci

Occorre rivolgersi al medico sia ai fini della prevenzione sia per la cura. Gli esperti sapranno valutare la condizione del paziente e consigliare gli esami a cui debbano sottoporsi e il percorso farmacologico, o di altro genere, da seguire.

Dato che esistono diversi tipi di scompenso cardiaco, è importante diagnosticare quello di cui si soffre in modo da scegliere la terapia più consona.

Per la maggior parte delle persone, l’insufficienza cardiaca è una malattia a lungo termine che non può essere guarita, ma si può agire sui disturbi e sulla sua progressione.

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