Fastweb, slitta l’ipotesi commissariamento I pm prendono tempo per studiare il caso

I pm della Procura di Roma hanno chiesto un rinvio al Gip in merito all’ipotesi di commissariamento della società telefonica Fastweb e Telecom Italia Sparkle alla luce del materiale presentato dalle due società coinvolte nell’inchiesta su un presunto maxi riciclaggio di denaro. È quanto si apprende da fonti giudiziarie che rendono noto che il rinvio richiesto sarebbe di «sette, dieci giorni».
Intenzione del procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e dei pubblici ministeri Francesca Passaniti e Giovanni Di Leo, è poter studiare «l’ampia documentazione» che i legali delle due società hanno presentato per scongiurare l’ipotesi di commissariamento. Entro domani il gip Aldo Morgigni potrà decidere sulla richiesta formulata dai pubblici ministeri. Tra le proposte dei legali di Fastweb c’è la nomina di un commissario speciale incaricato per 9 mesi della gestione operativa e della funzione di controllo per la divisione wholesale, ossia di traffico telefonico all’ingrosso. Non sono state invece avanzate le dimissioni del cda e dell’amministratore delegato Stefano Parisi, anche lui indagato. Secondo i legali i giudici non avrebbero chiesto, per evitare il commissariamento, di allontanare il manager coinvolto. Telecom Italia invece sostiene che con il passaggio di proprietà del pacchetto azionario di controllo da Pirelli a Telco, tutti i dirigenti che erano in carica e indagati per queste vicende, che si sono chiuse nel 2007, erano già stati allontanati. Tra questi l’ex amministratore delegato di Telecom Riccardo Ruggiero e Stefano Mazzitelli, ad di Sparkle e detenuto in carcere come il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia che ha chiesto un altro incontro con i giudici. Il suo avvocato ha spiegato che il suo assistito vuole fornire ai giudici la «più totale collaborazione per chiarire tutto». In sostanza «non si accetteranno eventuali misure cautelari graduate», come gli arresti domiciliari.
Sulla vicenda è intervenuto l’attuale amministratore delegato di Telecom Franco Bernabè che non è indagato ma ha però firmato il bilancio dove venivano riscontrate le prime indagini effettuate sulla vicenda. Bernabè in una lunga lettera inviata ai dipendenti dell’azienda, si è detto «profondamente turbato» ma ha assicurato che il gruppo è «solido e serio».
Ieri è stata una giornata difficile in Borsa per le azioni Telecom che hanno perso circa il 2% mentre Fastweb ha limitato le perdite all’1,1%. Su Telecom ha pesato anche un giudizio negativo di una banca d’investimento. Ma ci sono anche reazioni all’estero. Secondo il settimanale Economist il futuro di Telecom è incerto «dopo che la società - ha scritto il giornale inglese - ha rinviato la diffusione dei dati del 2009 a causa dello scandalo sul riciclaggio». Sempre secondo l’Economist l’azienda resta legata ai suoi rapporti con Telefonica (che è tra gli azionisti di Telco) e ancora non si capisce se la società spagnola assumerà o no il controllo di quella italiana.
La situazione preoccupa anche i sindacati.

Secondo questi ultimi infatti Telecom starebbe riorganizzando le attività di informatica facendole confluire in un unico centro servizi. «L’intenzione - secondo Cisl e Uil - sarebbe quella di creare una grande scatola i cui dipendenti potrebbero poi essere giudicati in eccesso e quindi licenziati».

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