Ferrania, dalle pellicole al solare ma dalla Regione solo miraggi

Ferrania, dalle pellicole al solare ma dalla Regione solo miraggi

«No, non ci hanno ancora chiamati». L'amarezza c’è. Velata, ma presente. Il presidente di Ferrania Technologies Andrea Gais, non nasconde che la telefonata delle Istituzioni sarebbe gradita. Ieri la sua società ha tenuto a battesimo Ferrania Solis (50% Finemme spa, holding finanziaria del gruppo Messina, e 50% Ferrania technologies) un centro fotovoltaico in ValBormida, proprio nel sito di Ferrania, quello delle storiche pellicole fotografiche. Un progetto da 11,2 milioni di euro con grandi obiettivi. «Abbiamo l'ambizione di fondare il più grande polo di fotovoltaico manifatturiero del Nord Ovest - sottolinea il vicepresidente Stefano Messina - e vogliamo lavorare sul territorio». Ma mentre il Governo crede concretamente nelle energie alternative erogando fondi, in Regione Liguria tutto tace. Sul sito internet nessun nuovo bando per gli incentivi. Eppure meno di 48 ore fa l'attuale governatore stringeva l'accordo con la Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Socialismo 2000 e Sinistra Europea), molto attenta all'ambiente. Eppure meno di una settimana fa sempre lui dichiarava: «Sono felice che questa fabbrica (Ferrania ndr) sia pronta a partire con un progetto, credo che vada sostenuta». Già, ma come? «Ci auguriamo che i bandi per l'energia alternativa siano riproposti con la prossima giunta - auspica Gais - ma per ora non abbiamo notizie da parte della Regione». Né Biasotti né Burlando si sono fatti sentire? «Per ora no ma - aggiunge per frenare l'affondo - non siamo ancora così avanti nella produzione». Eppure Ferrania Technologies ce la sta proprio mettendo tutta. Ha risollevato il destino di Ferrania dopo che, nel 2004, la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi, cosiddetta Prodi bis, l'aveva salvata dal fallimento commissariandola e poi mettendola in vendita. Un'occasione colta al volo dalla cordata composta dall'imprenditore Vittorio Malacalza, dall'armatore Giorgio Messina e da Marcellino Gavio, leader dell'omonimo gruppo attivo nella logistica e nei trasporti. L'estate successiva, tramite un protocollo d'intesa, viene formalizzato il passaggio dell'azienda alla nuova proprietà e, nell' aprile 2006, il protocollo d'intesa viene recepito in un accordo di programma, fondamentale per il piano di rilancio. La storia ha voluto che la cordata si sciogliesse e alla fine a resistere sono stati solo i Messina. Una sfida che oggi sembra ripagarli. Le proiezioni sull'andamento del mercato esalterebbero qualsiasi imprenditore. La produzione valbormidese dovrebbe passare da 10 MW all'anno a 40 MW entro il 2011. I moduli andranno da 24 mila, prodotti oggi, a 143 mila nel 2012. Il personale impiegato da 54 oggi a 76 nel 2012. Infine il fatturato dovrebbe crescere da 12 a 60 milioni di euro entro i prossimi tre anni. Un settore in pieno sviluppo, dunque. «La realizzazione di un pannello solare qui parte dalle celle, piccoli fogli delicatissimi di silicio che arrivano via aerea o su gomma da Germania e Taiwan, paesi leader nel settore» racconta l'amministratore delegato di Ferrania Solaris Ernesto Salamone. Ma quanti pannelli servono, ad esempio, per un'appartamento? «Per una casa di 100 mq servono 11 pannelli - precisa Salamone - per un costo complessivo di 15 mila euro totali. Ma con gli incentivi statali e il risparmio energetico in 8 anni si ammortizza la spesa e, da lì in poi, ci si guadagna solamente». «Oltre al fotovoltaico - incalza l'amministratore delegato di Ferrania Technologies Giuseppe Cortesi - nell'area abbiamo investito altri 30 milioni di euro. Stiamo investendo sui principi attivi farmaceutici, in particolare sugli steroidei, antinfiammatori. E poi nei coloranti fluorescenti usati in medicina».

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