La Fiat: "Bonus nel 2010 o sarà disastro"

nostro inviato a Francoforte

Si scalda il dibattito sugli incentivi. Martedì il presidente di Fiat, Luca di Montezemolo («pensiamo a che cosa sarebbe stato il 2009, per il lavoro e l’indotto, in assenza dei bonus») e ieri l’amministratore delegato Sergio Marchionne, hanno ribadito la necessità che gli aiuti all’auto siano confermati per tutto il 2010. Marchionne, al Salone di Francoforte, non ha usato mezzi termini nel mettere in guardia il governo, delineando «un impatto disastroso sul livello occupazionale nel Paese dal mancato rinnovo degli incentivi». «Credo che per il bene dell’Italia - ha aggiunto - sia importante farlo, ma è una scelta che deve fare il governo».
Il tema dei sostegni alle vendite è tra i più dibattuti in questi giorni a Francoforte. Preoccupati, per le conseguenze di una mancata proroga degli aiuti nel 2010, sono i costruttori generalisti. «Continueremo a chiedere ai governi di mantenere gli incentivi finché il mercato non sarà migliorato, in alternativa si potrebbe pensare a una loro graduale eliminazione per evitare uno shock», ha commentato, accodandosi a Marchionne, il numero uno di Ford Europa, John Fleming. E anche se lo stesso top manager di Fiat ha precisato che è prematuro organizzare un incontro con la presidenza del Consiglio («la crisi è finita - ha ricordato l’ad - ma la macchina non è ancora ripartita»), da Palazzo Chigi arriva una prima apertura: «La prosecuzione degli incentivi all’auto - ha risposto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - è una cosa auspicata e auspicabile». Secondo Scajola bisogna comunque tenere conto dei risultati ottenuti nel 2009, grazie ai bonus, e valutare in particolare tre fattori: «Gli aiuti al settore hanno dato risultati molto soddisfacenti in Italia, migliori che in altri Paesi perché sono stati ben mirati. Dal punto di vista finanziario, poi, c’è stato un rientro, tra Iva e riduzione delle emissioni, che diminuiscono il conto da pagare all’Europa». Infine, «la riduzione degli incidenti».
Questi tre fattori, ha aggiunto, «ci fanno dire che lo strumento ha funzionato e, quando avremo i dati finali al 30 novembre, valuteremo di concerto con gli altri Stati dell’Ue». Indicazioni sui piani di Bruxelles, al riguardo, arriveranno probabilmente oggi, quando il cancelliere Angela Merkel (in Germania si teme il crollo del mercato dopo il recente stop ai bonus) e l’eurocommissario ai Trasporti, Antonio Tajani, inaugureranno la rassegna tedesca. Lo stesso Tajani ieri ha riconosciuto che «il settore resta un comparto fondamentale per uscire dalla crisi». Ancora Marchionne ha affermato di prevedere tra il 2012 e il 2013 la crescita del mercato mondiale ai livelli del 2007-2008, mentre per il 2010 «la sfida maggiore è quella di mantenere redditizio il gruppo». A Francoforte il top manager del Lingotto si è soffermato anche su Chrysler: a fine ottobre il piano industriale sarà pronto e a novembre verrà illustrato a stampa e analisti, con l’auspicio di ricadute positive per il sistema produttivo italiano. Confermata la realizzazione di veicoli Chrysler nella struttura di Bertone, mentre il nuovo gruppo italo-americano, ha spiegato Marchionne, «varrà 6 milioni di automobili». In Borsa il titolo Fiat (+2,1%) ha ritrovato quota 9 euro.

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