Leggi il settimanale

Fibercop campione di fibra: piano da 10 miliardi al 2027 e obiettivo 20 milioni di case

L'azienda, impegnata nella transizione digitale del Paese, punta sulle tecnologie FTTH e FTTC

Fibercop campione di fibra: piano da 10 miliardi al 2027 e obiettivo 20 milioni di case
00:00 00:00

Le reti di telecomunicazione rappresentano la spina dorsale dell'economia dei dati e dell'Intelligenza Artificiale. Dalla manifattura automatizzata alla sanità digitale, dalla logistica intelligente alle piattaforme cloud, ogni applicazione avanzata richiede connessioni a bassissima latenza, continuità operativa e capacità di trasporto sempre più elevate. Senza reti robuste e capillari, l'AI resta una promessa incompiuta.

Per questo le telecomunicazioni sono tornate al centro della politica industriale come infrastruttura strategica. Il punto è che infrastrutture di questa portata richiedono investimenti ingenti e stabili nel tempo. Il report State of Digital Communications 2026 di Connect Europe fotografa invece un settore sotto pressione nel continente europeo: nel 2024 gli investimenti complessivi sono scesi a 64,6 miliardi di euro. Il risultato è una compressione strutturale dei margini che rende più difficile sostenere lo sforzo finanziario necessario per costruire ed adeguare le reti di nuova generazione.

In questo scenario, in Italia FiberCop rappresenta un caso che, sul fronte investimenti, va controcorrente. L'azienda, che gestisce 27 milioni di chilometri di fibra, sta portando avanti un piano da 10 miliardi di investimenti nel periodo che va dal 2024 al 2027, con l'obiettivo di superare le 20 milioni di unità immobiliari collegate in fibra entro fine 2027. Oggi sono già più di 13 milioni le unità immobiliari già raggiunte con la tecnologia FTTH, la fibra fino a casa.

Non si tratta soltanto di numeri. Quella di FiberCop è una scelta strategica: puntare sulla fibra come infrastruttura abilitante dell'economia dei dati. Per questo, secondo l'azienda, il Digital Network Act, la riforma che sta portando avanti la Commissione europea, potrà essere un fattore cruciale per la transizione digitale del Paese. Ma solo se riuscirà ad evitare rigidità o obblighi che rischiano di produrre effetti contrari a quelli desiderati.

Tra i punti in discussione c'è infatti l'ipotesi di rendere obbligatorio lo spegnimento delle reti in rame, includendo anche la tecnologia FTTC, cioè la soluzione con cui la fibra arriva fino a poche centinaia di metri dalle unità immobiliari, con solo l'ultimo tratto in rame.

In Italia la rete FTTC rappresenta ancora una soluzione efficiente per milioni di utenti. Spegnerla per obbligo normativo, è la riflessione di FiberCop, non comporterebbe automaticamente la migrazione alla tecnologia FTTH, la fibra fino a casa. Una parte dei clienti potrebbe infatti scegliere soluzioni alternative e con minori performance rispetto alla fibra, con il rischio di ridurre l'adozione delle reti a maggiore capacità. La rete in fibra FTTC potrebbe invece restare un'infrastruttura complementare, offrendo un'alternativa ad alte prestazioni soprattutto nelle aree o negli edifici dove non ci sono ancora le condizioni per realizzare la FTTH.

Per fare un esempio: quando sono state costruite le autostrade, non si è rinunciato alle strade provinciali già esistenti. Insomma, c'è rame e rame. FiberCop, con il supporto dell'Agcom, sta già portando avanti un piano di dismissione della parte cosiddetta legacy, quella che collega le centrali agli armadietti stradali. La transizione alla fibra, spiegano dall'azienda, è irreversibile, ma deve essere sostenibile, proporzionata e coerente con il principio di neutralità tecnologica, di libera scelta per i consumatori e coerente con i principi di libertà d'impresa.

Secondo lo studio di Connect Europe, per raggiungere i

target 2030 sulla fibra serviranno almeno 88 miliardi di euro aggiuntivi in Europa. Risorse che, secondo gli esperti, potranno essere mobilitate solo garantendo stabilità regolatoria e ritorni adeguati sugli investimenti.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica