Borsa Italiana in Euronext, un anno dopo: come va la finanza sostenibile?

Sulla finanza sostenibile Milano può essere un leader europeo e giocare in prima fascia nel contesto di Euronext

Borsa Italiana in Euronext, un anno dopo: come va la finanza sostenibile?

Dalla primavera 2021 Borsa Italiana è parte del Gruppo Euronext, società indipendente centrata sul mercato di Parigi che con le sue propaggini rappresenta il principale mercato dei capitali della zona euro con 1.900 imprese quotate sulle piazze finanziarie di Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Milano, Oslo e Parigi. L'ingresso nel consorzio ha portato l'Italia a divenire centro dei data center di Euronext, con l'hub di Aruba a Ponte San Pietro (Bergamo) e a conoscere diverse novità interessanti, tra cui l'incremento della partecipazione a Piazza Affari dei fondi sostenibili basati sui criteri di sostenibilità Esg.

Da prima dell'acquisizione da parte di Euronext Borsa Italiana, in precedenza sotto il controllo del London Stock Exchange, collaborava in Italia con società, investitori, policy maker e organizzazioni non profit al fine di valorizzare il ruolo dei temi di sostenibilità nella creazione di valore finanziario, risultando negli anni scorsi tra i promotori del Comitato per la Corporate Governance e di ESGeneration Italy. L'interconnessione ai mercati del Vecchio Continente ha consentito un nuovo salto di qualità.

Nell'ottobre 2021 è stato lanciato MIB ESG, il settore di Piazza Affari dedicato alle blue-chip italiane, pensato per individuare i grandi emittenti italiani quotati che presentano le migliori pratiche di finanza sostenibile. Il MIB ESG è il secondo indice nazionale ESG di Euronext, dopo il CAC40 ESG lanciato nel marzo 2021 e acquisisce un ruolo chiave di sviluppo in un mercato che sul contesto europeo gestisce imprese dalla capitalizzazione complessiva di oltre 6 trilioni di euro (a fine dicembre 2021).

In tema di finanza sostenibile, EuroNext ha dunque voluto valorizzare Piazza Affari anticipando anche Amsterdam, operativa sul fronte Esg da febbraio 2022, due mesi dopo che l'indice lanciato a ottobre è entrato in piena operatività. Per il debutto del Mib Esg Index sono state individuate 40 società di peso tra le maggiori del sistema-Paese: colossi dell'energia (A2a, Enel, Eni, Erg, Falck Renewables, Hera, Iren, Italgas, Saipem, Snam), del mondo finanziario-assicurativo (Anima Holding, Banca Generali, Banca Mediolanum, Banco Bpm, Bper Banca, Nexi, Generali, Mediobanca, Unicredit, Poste Italiane, Unipol, Unipolsai), del settore manifatturiero di ogni tipo (Amplifon, Moncler, Recordati, Salvatore Ferragamo), delle infrastrutture (Atlantia, Webuild), della tecnologia e delle comunicazioni (Mediaset, Stmicroelectronics, Tim, Reply, Prysmian), dell'automotive (Ferrari, Cnh Industrials, Brembo, Pirelli, Stellantis).

Gli spazi di crescita sono ulteriormente notevoli: "in Borsa Italiana", nota Affari&Finanza, "nessuno rimpiange Lse", dato che "per tutto il tempo in cui è stata sotto il controllo di Londra" la società è risultata essere "una monade chiusa in sè stessa", mentre a un anno dal cambiamento anche sul fronte Esg "Piazza Affari scopre di essere inserita" in una "struttura federativa" che apre spazi di cooperazione e collaborazione "nelle altre piazze che fanno parte del network". E la creazione di Mib Esg lo testimonia.

Ora la nuova sfida sarà traslare anche alla small cap e alle mid cap la nuova corsa alla transizione green e allo sviluppo di una finanza sostenibile capace di creare valore aggiunto e di portare in borsa capitali freschi in grado di contribuire allo sviluppo di giovani campioni dinamici nei settori di frontiera. A livello aggregato, il primo anno di Euronext ha visto un boom degli sbarchi in borsa di nuove imprese: 55 tra 2021 e 2022, con un capitale raccolto di circa 3 miliardi di euro. Come ha dichiarato a Valori Filippo Montesi Altamirano, segretario generale di Social Impact Agenda per l’Italia, in quest'ottica "sull’integrità di principi e metriche di sostenibilità si gioca la credibilità e il futuro di questo mercato.

Se da una parte è tatticamente sensato avere approcci “inclusivi” che stimolano e incoraggiano le aziende quotate a diventare sempre più sostenibili, dall’altra occorre anche definire dei limiti che non svuotino di significato il concetto di sostenibilità". Da promuovere come strumento di sviluppo e non di greenwashing per fare di Milano una piazza dominante della finanza di frontiera nel prossimo futuro.

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