Fincantieri Nessun governo agì mai così prontamente

Il senso di responsabilità del Governo unitamente alla «forza di una città» hanno scongiurato la chiusura dei cantieri di Sestri Ponente ed il ridimensionamento di quello di Riva Trigoso.
Pochi governi della nostra repubblica hanno dimostrato tanta tempestività e sensibilità verso il popolo del lavoro. Quindi merito di tutti e bella prova del Ministro Paolo Romani testimoniata dalle parole «senza soluzioni condivise i cantieri non si chiudono». Il Governo non si tira indietro di fronte alla volatilità degli eventi economici che hanno avuto la forza tale di generare un modello di globalizzazione in continuo movimento modificando scenari e capacità lavorative locali. Anzi, si fa promotore insieme ad altri soggetti, di scrutare nuovi possibili scenari economici in grado di soddisfare le esigenze del mondo del lavoro.
Non c’è dubbio che il quadro di riferimento attuale ha subito una parziale modifica negli anni. Il mondo si è mosso, l’Italia si è mossa ed anche Genova non è più la stessa.
La Grande Industria a Genova è cosa importante e qualitativa il cui profilo per la città rappresenta sempre un elemento fondamentale nella voce «lavoro». Non si può prescindere da essa pena la cancellazione di una parte. Oggi Genova è depositaria di un’importante eredità e deve porre le condizioni per trattenerla e rilanciarla anche sotto nuove sembianze. Il settore della Navalmeccanica è sotto i riflettori e siamo tutti sensibili ed attenti a quello che accade a Genova ed in Liguria. Il caso Fincantieri è ormai agli onori delle cronache. Il comparto sa costruire navi come pochi al mondo e potrebbe stare sul mercato anche in caso di privatizzazione qualora il pubblico volesse uscire anche parzialmente dal settore. Inoltre si potrebbe pensare di creare anche un polo Privato delle Riparazioni navali più forte e significativo di quello che oggi è lo scenario genovese.
Il Distretto delle Riparazioni Navali, comparto nel quale abbiamo un’ottima qualità di lavoro e riconosciute competenze, individua nel porto una risorsa che ha più vocazioni di destinazione d’uso, ma che per vivere necessita di una pluralità di soggetti ai quali deve essere data la possibilità di competere (tempi e modi concorrenziali), unitamente, ad una seria e concreta politica di forti investimenti nelle infrastrutture.
La crisi dei marcati della cantieristica ci sta penalizzando, ma Genova deve difendere l’occupazione e la professionalità della Sua forza lavoro. Genova deve anche pensare a «re-inventarsi» nel solco della continuità del lavoro e della qualità della propria manifattura. Pensare ad un Brand nelle costruzioni navali che dia immagine sui mercati mondiali.
Ci si dovrebbe porre tre tipi di obiettivi atti a favorire e a riconoscere la capacità lavorativa del nostro territorio.

Creare strumenti normativi tesi a formare un Distretto delle Riparazioni navali in Liguria ed a Genova in particolare più incisività nel contesto nazionale; creare le condizioni sul campo per verificare se il mercato è in grado di creare del valore per il settore delle costruzioni navali sostituendo il pubblico con il privato dove possibile; coinvolgimento dei privati in questo settore economico.
*Coordinatore Area Tematica Economia,

Lavoro e Politiche Tributarie del Pdl

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