Fisichella sale sulla Ferrari: questa volta al volante...

Meraviglioso. Il dio delle corse ha messo tutte le caselline a posto. Giancarlo Fisichella è un pilota Ferrari. Il collo sbilenco di kaiser Schumi prima e la coraggiosa lentezza di Badoer hanno spalancato al ragazzo una porta presa in faccia per troppo troppo tempo. Quattordici anni, una vita. Una carriera. La sua.
Il dio delle corse si è scoperto tifoso e persino logico, anche romantico. Perché la storia che corre a trecento all’ora diventa favola: Fisichella sarà il compagno di Raikkonen nelle prossime cinque gare e lo sarà, ma di Alonso, l’anno prossimo nel caso lo sfortunato Felipe non possa tornare in pista per l’avvio del campionato o se il Circus dovesse introdurre tre monoposto per team. Nella peggiore delle ipotesi, Giancarlo sarà invece collaudatore e soprattutto primo pilota di riserva e magari finirà nella ex Bmw ridiventata per allora Sauber, per tradizione team satellite di Maranello.
Meraviglioso. Le caselline sono andate a posto e il presidente tifoso Montezemolo e il general manager Domenicali non hanno sbagliato una mossa. Anche quella su Badoer, che in molti considerano un errore, era stata la scelta giusta per dimostrare che il Cavallino pensa a correre, pensa a vincere ma pensa anche con riconoscenza e giustizia. Luca meritava la doppia chance. Fisichella è stato scelto dal presidente che negli ultimi tre anni ha voluto italianizzare la Ferrari a partire dai ruoli chiave dentro il team. Una decisione presa dopo ampie consultazioni con Domenicali, un manager che sa comandare, cazziare e ordinare ma sempre con il fioretto. Dice Montezemolo: «Ho scelto Fisichella per diversi motivi. Perché lo merita, è in grande forma ed è un pilota esperto. Ci tenevamo tutti ad avere a Monza un pilota italiano sulla nostra macchina e inoltre si tratta di una scelta di lungo periodo, perché sarà il terzo pilota Ferrari». Dice Domenicali: «Pensiamo che Giancarlo potrà darci un contributo significativo in termini di punti e ringraziamo Luca Badoer per lo spirito di squadra che ha dimostrato... ci dispiace che non abbia potuto dimostrare il suo valore in queste due gare, affrontate in condizioni che sarebbero state molto difficili per chiunque... E ora concentriamoci su Monza: ce la metteremo tutta».
Meraviglioso. Corse e ricorsi storici raccontano di un lungo inseguimento felicemente concluso. Fisichella e il suo manager, Enrico Zanarini, si sono ritrovati, poco dopo pranzo, in una saletta di Fiumicino. Come sette anni fa, quando si conobbero. Ieri stavano attendendo il volo per Bologna da cui poi sarebbero andati a Maranello per il consueto adattamento del sedile al nuovo pilota e per incontrare i tecnici, fra cui l’ingegnere di Massa, Rob Smedley, ex tecnico di Giancarlo ai tempi della Jordan. Nel 2002, invece, il romano andò a Fiumicino per conoscere Zanarini che lo conquistò quando gli disse: «Farò tutto il possibile per portarti in Ferrari». Dettaglio: Zanarini era stato fino ad allora l’uomo di fiducia di Eddie Irvine e, guarda caso, era riuscito a portare l’irlandese a Maranello.
«Mi sento al settimo cielo» dice adesso Fisico, «ancora stento a credere che il sogno della mia vita si sia realizzato... Nell'ultima settimana mi sono accadute cose incredibili: la pole e il secondo posto di Spa e ora questo. Darò il massimo per ricompensare la Ferrari, so che non sarà facile ma ce la metterò tutta...». Anche l’altro candidato, Robert Kubica, è sereno: «È stata una scelta giusta, adesso spero che Felipe torni presto... È un gran pilota e un amico».
Sensazione forte? La trattativa vera è sempre stata con Fisico, ma la Ferrari ha increspato le acque per evitare che Mallya, il patron della Force India, alzasse troppo il prezzo. E infatti, l’ingioiellato miliardario ha ceduto, rinunciando a chiedere al Cavallino l’azzeramento del debito di 4,5 milioni per aver rotto il contratto motori. L’ingioiellato, forse, ha persino temuto che con il contratto a punti che Fisico aveva con lui (oltre 200mila euro a punto e solo per gli 8 conquistati a Spa gli dovrà versare un paio di milionate), se il romano avesse di nuovo sbalordito come in Belgio gli sarebbe toccato versare milionate. Per cui, probabile un’intesa a metà strada. Quanto a Giancarlo, top secret l’ingaggio, ma è probabile che la paghetta sia ancora legata ai risultati.