Forestale e pompieri non ce la fanno Ma la Regione lascia a terra 3 aerei

(...) L’unica cosa che non avremmo offerto noi è il prodotto ritardante da scaricare sulle fiamme. Avremmo messo a disposizione gratis ciò che abbiamo». L’offerta di collaborazione, tra l’altro, è stata formalizzata anche con lettera scritta. «Con una mail, naturalmente per abbreviare i tempi - conferma Molinaro - Non abbiamo avuto alcuna risposta, se non qualche informale tentennamento per non meglio precisati problemi». Gli aerei «Dromader» non sono forse abbastanza efficaci per questo servizio? «Macché - replica il comandante - Di questi velivoli ne esistono, in servizio, 800 in tutto il mondo. Hanno una capacità di carico di materiale ritardante pari, in caso di rifornimento a terra, pari a un Canadair. Cioè caricando il serbatoio sulla pista, non in mare, potrebbe portare sul rogo 2500 litri di estinguente, tanto come gli altri mezzi impiegati normalmente».
Anche i sistemi di volo, la strumentazione radio è compatibile in pieno con quella del Corpo Forestale e del Soccorso aereo nazionale. Tutto in regola, eppure nessuno ha ritenuto di accettare l’appoggio di tre mezzi antincendio in più. Che ci possa essere qualche motivo nascosto? Una domanda scontata ai vertici della «Nhemm» riguarda la motivazione che li ha spinti a offrire un aiuto senza riceverne nulla in cambio. Voglia di pubblicità? «Innanzitutto io sono di Pietra Ligure - replica Gibì Molinaro - E mi piangeva il cuore a sentire e a vedere quel che stava accadendo in Liguria. Comunque sì, sarebbe stata anche un’occasione per dimostrare l’efficacia degli aerei. In passato abbiamo anche provato a partecipare a un appalto per fornire i nostri mezzi antincendio, ma non ci siamo riusciti». Di certo, anche aiutando la Regione durante l’emergenza, la società non avrebbe avuto nulla da vantare in seguito.
Da piazza De Ferrari non ci sono risposte definitive sulla vicenda. «Ho appena appreso dell’interrogazione di Bruzzone - spiega l’assessore alla Protezione Civile Giancarlo Cassini - Non conosco la situazione perché non mi è mai arrivata direttamente questa segnalazione. Forse i contatti ci sono stati con gli uffici, stiamo verificando. Ma occorre anche dire che non siamo noi a dover disporre l’utilizzo dei mezzi aerei che invece vengono coordinati dal comando centrale di Roma. Inoltre in quei giorni c’era un’unità di crisi allestita in prefettura. Dalle prime, comunque sommarie informazioni, parrebbe comunque che l’offerta sia giunta quando ormai l’emergenza era in parte rientrata». Occorre dunque attendere ancora qualche accertamento, svolto nel frattempo anche dalla stessa Protezione civile a livello nazionale, che probabilmente avrebbe gradito una maggiore informazione immediata circa la disponibilità degli aerei.
Il capogruppo leghista Francesco Bruzzone, in attesa di delucidazioni sull’episodio, invita la Regione a fare ancora qualcosa sul caso incendi. A seguito dei roghi delle scorse settimane, infatti, a Recco erano stati annullati gli spettacoli pirotecnici per l’8 settembre. «Al di là della decisione che mi è parsa affrettata, visto che il vento di tramontana escludeva pericoli per i boschi - incalza Bruzzone - restano i danni economici subiti da chi aveva organizzato l’evento a Recco. Tra l’altro, subito dopo, il Comune di Genova ha fatto sparare i fuochi d’artificio per la Notte Bianca. Mentre per la cittadina rivierasca, che fa molto affidamento su quei due giorni di celebrazioni per la Madonna, sono stati vietati. I quartieri che avevano raccolto e investito molti soldi hanno dovuto comunque pagare lo spettacolo prenotato. Negozianti ed esercenti hanno patito mancati incassi pesanti. Per questo ho scritto una lettera al presidente Claudio Burlando perché la Regione possa trovare il modo di venire incontro a queste persone. Si potrebbe dare un contributo per coprire almeno in parte queste spese».
Magari con i tre aerei in più si sarebbe potuto spegnere prima il rogo che minacciava Recco e far svolgere tranquillamente la festa.