Formigoni fa il regista: "Expo, Lombardia sempre più centrale"

Il Pirellone rivendica le redini della società pubblica creata per l’evento: "Il lavoro priorità del mandato. Pronti a tagliare gli stipendi in giunta". La proposta è una sforbiciata del 5%. "Ma prima deve decidere il governo"

«Il ruolo della Regione Lombardia è diventato, sta diventando e diventerà sempre più importante». Il presidente lombardo Roberto Formigoni prende in mano le redini di Expo in vista del 2015 e, alla vigilia dell’acquisto dei terreni su cui sorgeranno i padiglioni, mette ben in chiaro quale sarà il compito del Pirellone. Sostanzialmente quello di regista della nuova società a capitale pubblico che sta per comprare le aree della Fiera e del gruppo Cabassi.
«Sul finire della nostra legislatura - spiega Formigoni illustrando al Consiglio regionale le linee programmatiche del quarto mandato - ci sarà il grande evento dell’Expo. La Regione Lombardia, anche su questo terreno, vuole svolgere fino in fondo la sua parte, nella responsabilità di garantire un evento che sia opportunità di crescita per le nostre imprese e i nostri cittadini, che abbia ricadute positive non solo sulla città di Milano, ma su tutte le province e, a ricaduta, sulle altre regioni». D’accordo tutti i consiglieri: dai banchi dell’opposizione arriva l’appello di vigilare sulla correttezza degli appalti e sulla trasparenza dei conti e degli accordi.
La buona riuscita di Expo è una delle priorità del programma formigoniano, assieme al problema dell’occupazione e del lavoro. «Faremo in modo - annuncia Formigoni all’aula - che la coda velenosa della crisi non mieta altre vittime». E, nell’ottica del risparmio, al Pirellone proseguirà anche la politica di semplificazione e di riduzione dei costi. Dopo il taglio degli stipendi del 5% messo in atto dal Piemonte, anche la Lombardia è pronta a fare la sua parte ma «la prima parola spetterà al governo».
Il piano d’azione di Formigoni per i prossimi anni ricalca sostanzialmente il librone di 600 pagine in cui era stato riassunto il programma elettorale: welfare, famiglia, infrastrutture, occupazione. «Ora quel programma è come se portasse la firma di oltre 2,7 milioni di cittadini. Lo realizzeremo tutto, per aumentare la libertà dei nostri cittadini».
Altro risultato da portare a casa durante la legislatura: la riforma sul federalismo, tema caro alla Lega. Formigoni ha già chiesto al governo di istituire un tavolo perché «è essenziale scrivere questo capitolo». «Altro che autonomia - commenta Filippo Penati, vice presidente del Consiglio - l’intervento di Formigoni sul federalismo è stato molto timoroso, come chi aspetta un’indicazione da Roma». La risposta del governatore non si lascia attendere: «Penati, che è arrivato dopo due ore e mezza che stavamo discutendo e che se ne è andato a mezz’ora dalla fine, come ha fatto a capire questo? Il mestiere dell’oppositore è un po’ più impegnativo». Formigoni annuncia il metodo di lavoro da oggi in avanti: collaborazione tra le forze di maggioranze e confronto in Consiglio regionale. L’opposizione non perde tempo e avanza le prime proposte: l’Udc chiede di istituire un sottosegretario che si occupi di immigrazione «per evitare il rischio banlieue ed affrontare il problema in altri modi rispetto a ronde e telecamere». Il gruppo Pensionati chiede di sospendere il buono scuola per dirottare i fondi a sostegno di chi ha perso il lavoro.

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