Fortitudo addio annega nei debiti

Fortitudo addio  annega nei debiti

La Fortitudo Bologna non è più una società di serie A: retrocessa in A2 è stata esclusa anche da questo campionato per non aver saldato i troppi debiti che aveva accumulato con allenatori mai utilizzati, con giocatori che erano nuvole. La solita estate del basket impoverito che perde società e città importanti, in attesa di sapere se anche la Nazionale ad agosto affonderà prima che comincino i campionati europei.
Come dice proprio un pensatore francese non si può piangere per tutti, è al di sopra della nostra forza e allora bisogna scegliere. In questo caso soffriamo per Livorno che è stata storia vera di questo sport in Italia e ora non ha più la serie A, per Rieti che ha difeso con i denti la sua permanenza nella massima serie e, misteriosamente, vede traslocare la sua squadra verso Napoli, ma dovendo scegliere diciamo che le lacrime le riserviamo tutte per le aquile della Fortitudo che ci mancherà davvero perché poche squadre avevano un popolo come il suo, perché dal 1993 ha fatto storia, dieci finali scudetto, due titoli nazionali (l’ultimo nel 2005), una finale europea, una coppa Italia, perché da quando è nata, come direbbe l'onorevole Tesini, che si era affidato alla coppia Lamberti-Parisini, ha sempre cercato di stupirci: prima solo per la fede di chi amava quei ragazzi di via San Felice, poi, nel periodo aureo di Giorgio Seragnoli, per la cavalcata gloriosa nel regno della beata Virtus raggiunta e affiancata anche in Europa, sfidata spesso per la gioia di tutti quando Bologna era basket city e il suo derby aveva profumi eccitanti.
Gilberto Sacrati, quello che per sentirsi ricco in un giorno è finito sul capestro dei debiti in un paio d'anni, non ha raccolto i soldi che servivano per saldare i debiti e farsi almeno iscrivere alla serie A2. Tante scuse, l'ultima e banalissima quella del traffico, per ritardi evidenti nel pagamento dei debiti contratti, con il pericolo del fallimento e quindi della non ammissione anche alla A dilettanti se entro 10 giorni non raccoglierà i quattrini che non ha trovato per stare nel mondo professionistico. Con questa caduta Bologna, dopo 40 anni, resta con una sola squadra al vertice, la Virtus che fino a tre giorni fa era addirittura in vendita, anche se ora il suo proprietario, speriamo non solo per ironia, fa sapere che se gli daranno la Fortitudo nella A dilettanti, le regole lo permettono, la potrebbe restituire risanata. Il bisogno avvelena i mali che non può guarire, ma questo Sacrati che esce in pezzi per averci rimesso tanto, continua a non farsi capire: mentre qui c'era il diluvio i suoi dipendenti erano in America a cercare giocatori. Una foto, simile al finale di campionato, che spiega tutto.

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