Le foto «rubate» di un bebè

«Rubare» fotografie, scattare immagini non autorizzate anche a un bambino è lecito. Almeno sulla base di quanto accaduto nei giorni scorsi ad Arenzano. È infatti finita con una denuncia per lesioni nei confronti di una donna senegalese e nessun provvedimento per due turisti olandesi, una colluttazione scoppiata per alcune foto «rubate» della figlioletta dell’immigrata, che invece pretendeva il rispetto della privacy propria e della piccola.
L’episodio però è finito tra le carte dei carabinieri di Arenzano, che l’unica contestazione di reato l’hanno mossa proprio alla donna. Secondo quanto riferito dai militari, la senegalese di trovava all’interno della stazione ferroviaria e portava la propria figlia neonata avvolta nel tradizionale port-enfant in tela, tipico del suo paese. Due turisti olandesi, di 63 e 57 anni, hanno trovato curiosa la situazione e hanno scattato alcune fotografie senza chiederle il permesso. La donna, preoccupata anche per il possibile uso che delle foto potrebbe essere fatto, li ha avvicinati e ha chiesto loro di consegnarle il rullino non avendo autorizzato quelle foto. Secondo la ricostruzione, i due olandesi non hanno capito che cosa voleva la donna, hanno avuto paura che lei volesse rubare l’apparecchio e si sono allontanati.
La donna però non si è arresa e, sempre secondo il racconto dei turisto si sarebbe armata di un bastone di legno e li avrebbe affrontati procurando loro escoriazioni e abrasioni alle braccia guaribili in 5 giorni.
Dopo la segnalazione dei due olandesi ai carabinieri, la donna è stata rintracciata e nei suoi confronti è scattata inevitabilmente una denuncia per lesioni. Per i «paparazzi» di frodo invece nessuna conseguenza. La stessa scena, probabilmente, in altri casi avrebbe potuto avere ben altre soluzioni.