Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:53
In evidenzaAggiornato alle ore 11:53
Mondo

Il fratello buono del vice di Hitler

Goering era un eroe di guerra, un asso dell’aviazione tedesca come il Barone rosso. Camicia bruna della prima ora aveva creato la Gestapo e costruito pezzo per pezzo la fortuna di Hitler. Era il vice Führer, era pronto a tradirlo solo per prenderne il posto. Goering però era anche un uomo buono, un po’ triste, che non sopportava le ingiustizie e odiava le divise, adorato dagli ebrei, per proteggere i quali era disposto a rischiare la vita. Goering e Goering, Hermann e Albert, il buono e il cattivo, Caino e Abele. Tutti sanno di Hermann, pochi sanno di Albert, fratello più giovane di sette anni con la vocazione per la regia cinematografica e l’indole ribelle. Amava il fratello ma odiava il nazismo. Di certo quel cognome portava fortuna e rovina. Dirigeva la Skoda automobilistica, in Cecoslovacchia, e la Gestapo lo guardava con sospetto. Solo l’intervento di Hermann in persona aveva evitato diverse volte che finisse dentro, per il disprezzo che mostrava pubblicamente per quelle divise. Era un intoccabile e a fin di bene ne approfittò. Albert diventò il salvatore delle vittime che Hermann creava. Migliaia di ebrei gli devono la vita, li aiutò a fuggire in tutti i modi, aprendo conti bancari, comprando le evasioni, firmando documenti falsi per i capi della resistenza ceca. A guerra finita il suo nome diventò una persecuzione che gli costò carcere e miseria. Ma aveva una promessa da mantenere con Hermann: «Prenditi cura tu di mia moglie e di mia figlia». E quella fu l’unica volta che Albert obbedì...

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.