"Frusta pesante" o "chiarimento"? Il verdetto divide Frattini e Terzi

La sentenza della Corte internazionale di giustizia dell’Aja divide il nuovo e il vecchio inquilino della Farnesina

"Frusta pesante" o "chiarimento"? Il verdetto divide Frattini e Terzi

Roma - Nessun risarcimento di Berlino alle vittime italiane del nazismo. La sentenza della Corte internazionale di giustizia dell’Aja divide il nuovo e il vecchio inquilino della Farnesina. Se il ministro degli Esteri in carica, Giulio Terzi, si attesta su una linea prudente ed esprime rispetto per il verdetto, Franco Frattini si scaglia contro il blocco delle indennità. E lancia il suo j’accuse, parlando di «pesante frusta ai danni delle vittime» e di «memoria calpestata brutalmente».

«Dov’è finito il coraggio della Corte dell’Aja?» si chiede Frattini. «Il verdetto emesso oggi e che accoglie il ricorso della Germania contro l’Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti si è trasformato in una pesante frusta per tutti coloro che sono stati colpiti da quel massacro» dice l’attuale responsabile affari internazionali del Pdl. «Il verdetto va certamente sempre preso con rispetto, ma c’è il rischio di creare un pericoloso precedente di scarsa attenzione verso le vittime dei crimini di guerra. Come può un organismo internazionale così attivo e influente essersi dimenticato dei diritti della parte offesa? Resto fiducioso sul fatto che la Germania, con cui di recente abbiamo riscoperto una proficua collaborazione, ci aiuti a trovare una giusta soluzione, onde evitare che la memoria delle vittime sia taciuta o peggio ancora calpestata brutalmente».

Su un binario diverso si muove Giulio Terzi. «Rispettiamo la sentenza. I contenuti non coincidono con le posizioni sostenute dall’Italia ma riteniamo che la pronuncia fornisca un utile contributo di chiarimento soprattutto alla luce del riferimento che la Corte fa all’importanza di negoziati tra le due parti per individuare una soluzione». «L’Italia - assicura il titolare della Farnesina - intende proseguire ad affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della seconda guerra mondiale, in una prospettiva di dialogo e di tutela delle istanze di giustizia delle vittime e dei loro familiari».

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