«Il futuro dell'oro è ancora rosa Nonostante tutto»

«Il futuro dell'oro è ancora rosa Nonostante tutto»

nostro inviato a Brescia

«L'Italia ha perso la grande gara con i suoi competitor. Ora, davanti a noi, c'è la Francia come numero di visitatori. Una situazione determinata anche dai paletti che si sono voluti mettere davanti agli acquirenti dei beni di lusso. Siamo di fronte a una sorta di moralizzazione dal sapore socialista, incomprensibile per un Paese come il nostro». A parlare è Davide Traxler, amministratore delegato di Chopard Italia, maison dell'alta orologeria, il quale non nasconde le preoccupazioni del comparto alla luce della situazione che si è venuta a creare, in particolare nei confronti dei clienti dell'alto di gamma, sia orologi, sia imbarcazioni, sia automobili di lusso.
Dottor Traxler, è un momento duro anche per il vostro settore...
«Si stanno pagando le conseguenze di tutte le misure che limitano la libertà individuale e la privacy introdotte dal governo Monti. C'è stata una cecità assoluta. Ci sono grandi gruppi concorrenti, come Hermès, che in Italia ha ridotto le sue boutique da 11 a 4. E lo stesso vale per Cartier. Da questo Paese se ne vanno tutti».
Chopard, sotto il profilo distributivo, ha però ampliato i propri flagship store sul territorio, in controtendenza rispetto ai principali competitor.
«Gli altri se ne vanno e noi continuiamo a investire: i numeri tengono, ma mi chiedo per quanto tempo ancora. L'Italia era un Paese di emulazione, dove le persone amavano le cose belle: quando passava una Ferrari la gente applaudiva. Oggi, invece, l'Italia è diventato un Paese di invidie e sospetti. Un atteggiamento deleterio per i prodotti di lusso realizzati in Europa».
Parliamo di Chopard. La maison sta investendo molto sulla definizione di un processo produttivo assolutamente manifatturiero. Perché questa strategia?
«Siamo un'azienda “metalmeccanica” che lavora metalli preziosi. Incastoniamo 4 milioni di pietre l'anno. Per noi la produzione arriva prima di tutto».
Anche il network dei vostri concessionari ha dimostrato di «essere con voi» in questo processo di crescita?
«In piena crisi c'è chi, come Veschetti di Brescia, o Pisa, a Milano, ha investito fortune in piena crisi per ampliare i negozi. Qui ci sono i migliori dettaglianti del mondo».
Chopard, quest'anno, ha puntato molto sull'orologio sportivo-elegante, nell'ambito della Classic Racing Collection, a partire dal Cronografo Mille Miglia 2013, per proseguire con la linea Superfast, dotata di movimenti di manifattura.
«È un segmento importantissimo, dove la clientela asiatica è predominante. L'orologio d'oro da uomo è il primo prodotto-regalo in Cina».
E la liason con la Mille Miglia, di cui siete partner da 25 anni?
«È un impegno di lungo periodo. Continuamo con coraggio e tanta passione».
Il pubblico femminile ora: ci conferma una maggiore attenzione sull'orologio meccanico pur se incastonato con pietre preziose?
«Quello meccanico rappresenta una mania asiatica. La donna europea non lo vuole».
Il tendenziale «recupero» dell'oro giallo rispetto all'oro rosa è una responsabilità maschile o femminile?
«L'oro rosa è la grande moda degli ultimi anni. È un colore caldo, sexy, che può essere portato anche da un uomo, come nel mio caso oggi».

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