Generali completa il riassetto: Geronzi torna nel patto Mediobanca

Ora tutti i tasselli sono al loro posto. E il presidente delle Generali, Cesare Geronzi, torna a Mediobanca. Naturalmente si parla del patto di sindacato, dove rappresenterà la compagnia triestina al posto di Antoine Bernheim. E allo stesso modo siederà anche nei patti di Rcs e Pirelli, dove prima stava invece l’ad di Trieste, Giovanni Perissinotto. Dunque una regolarizzazione della governance di rappresentanza (portata nel consiglio delle Generali dallo stesso Perissinotto: «Mi sembra che siano posizioni che competono proprio al presidente»), con il neo presidente del Leone che assume tutti gli incarichi negli organi di controllo delle partecipate (i patti di sindacato), lasciando al capo azienda (Perissinotto appunto) i ruoli operativi, cioè i cda, compreso quello di Mediobanca dove al momento siede lo stesso Bernheim. Unica eccezione allo schema resterà il cda della Rcs Quotidiani, appena rinnovato, dove Geronzi siede insieme con Bazoli, Montezemolo, Della Valle, Pesenti e Tronchetti, un po’ a titolo di patto di sindacato «ridotto».
Ieri a Venezia Perissinotto ha presentato il bilancio di sostenibilità (il rapporto annuale socio-economico-ambientale) del gruppo. Un’occasione per cercare anche qualche aggiornamento sull’attività della compagnia. Sembra che in aprile la crescita sia stata ben sostenuta, con tassi a due cifre. Mentre all’orizzonte potrebbe affacciarsi qualche nuovo investitore istituzionale: si parla di un interessamento di fondi sovrani asiatici, di Singapore in particolare.
Ma Perissinotto ha preferito tenere i piedi per terra, confermando la buona crescita dei premi Italia e la ricerca senza fretta del country manager: sarà «una scelta che auspicabilmente deve avvenire dall’interno, per cui non vedo assolutamente nessuna dead-line». Il bilancio di sostenibilità, ha poi detto Perissinotto, è «un modo di svolgere l’attività e se ne possono ricavare anche vantaggi economici rilevanti». Dal documento è emerso che il gruppo nel 2009 ha generato e distribuito agli stakeholder (i portatori di interesse) 12,6 miliardi, in crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. Se si guarda infatti al Valore aggiunto globale (Vag) sono aumentati gli importi destinati a tutte le categorie, eccetto i finanziatori (-17,5% a 1.262,7 milioni). Coi dividendi sono balzate in particolare le risorse date agli azionisti (+146,5% a 1.002,2 milioni) e sono poi cresciute quelle all’impresa (+16,2%% a 764,2 milioni).

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