La Camogli delle divisioni moderate conferma fiducia alla vecchia giunta

Anche Camogli ha già un sindaco. Il Comune, al di sotto dei 15mila abitanti, ha scelto la continuità con la passata amministrazione. La poltrona più importante del borgo marinaro sarà occupata per i prossimi cinque anni da Francesco Olivari, alla guida della lista civica «Progetto Insieme», che veniva sostenuto anche dal sindaco uscente Italo Mannucci e che ha ottenuto il 42,43 per cento dei voti validi. Di fatto è stato votato da meno di un camogliese su 4, visto che alle urne si è presentato solo il 57 per cento degli aventi diritto. Ma questo significa anche che gli altri candidati si sono fermati a cifre assai più modeste. Secondo si è piazzato (con il 26,33 per cento) Mario Bellagamba, che oltre ad essere sostenuto da alcuni consiglieri uscenti di minoranza (Tina Leali Rizzi, Agostino Bozzo, Stefania Magnani e Aldo Canevello) rappresentava un ritorno a posizioni più conservatrici, essendo già stato sindaco di Camogli, per conto della Dc, dal 1979 al 1982. Si è dovuto fermare al 20,2 per cento il candidato sindaco che rappresentava la strada più «giovane», con una lista formata da tutti «esordienti» o quasi in politica, con un'età media più bassa degli altri: Giovanni Cichero con la sua «Camogli c'è» è infatti finito al terzo posto. Ultimo, con un pesante 11,02 per cento è invece finito il candidato scelto dal Pdl, che pure non ha messo il simbolo sulla scheda. Vito Gedda infatti non è riuscito a raccogliere troppi consensi. Ennesima conferma della consueta spaccatura interna al gruppo moderato di Camogli che negli ultimi anni ha sempre regalato soddisfazioni alla sinistra in un borgo che ha tutt'altre tradizioni.

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