«Quel diploma di geometra...» I tanti ricordi di Giovanni Pacor

«Sono stati anni indimenticabili». Sono stati i cinque anni dell'Istituto tecnico per geometri Leonardo da Vinci di Trieste. Chi li ricorda è nientemeno che l'attuale sovrintendente del Carlo Felice Giovanni Pacor, nella foto con il presidente dei geometri Piccinelli. Perché Pacor, per chi non lo sapesse, è geometra e avrebbe potuto fare una gran carriera su quel versante. Ma l'amore, la passione per la musica lo ha... traviato. Siamo nel 1975...
È così... geometra Pacor?
«È così. Il mio Istituto si chiamava “per geometri e commerciale”, i miei genitori volevano che accanto al conservatorio che già avevo iniziato, ma che non dava garanzie di buona occupazione, preferivano un qualcosa di più sicuro. E, allora, il diploma di geometra garantiva ottimi posti di lavoro».
Però al termine del percorso, il geometra Pacor ha cambiato totalmente...
«Sì, perché nel 1980 mi sono diplomato in violino e nel 1985 in direzione d'orchestra all'Accademia musicale di Vienna».
Ma cosa ricorda degli anni... da geometra?
«Intanto solo due di quegli alunni, della V B, divennero musicisti, il sottoscritto e un mio caro amico che è diventato organista alla Basilica triestina».
Lei, Pacor, era uno studente modello?
«Così e così. Però mi piaceva tutto quello che era numero, disegno, righe e righelli. E poi quegli anni mi hanno dato una certa maturità».
Cosa ricorda di quegli studi?
«I professori, o meglio alcuni di loro, straordinari. Riuscivano ad interessarci e a farci studiare. Ricordo il professor Levi, ebreo, professore di disegno, straordinario. I suoi “disegni bifocali” ci riempivano le mattinate. E poi il prefessor Caruso, topografia, è stato lui a disegnare l'autostrada Venezia - Trieste - Tarvisio. Eccezionale davvero».
È vero che con i suoi compagni di classe vi rivedete ancora oggi?
«Certamente, alla cena tradizionale. E non manca nessuno. A Trieste c'è un grande senso dell'amicizia e del ricordo».
In classe avevate ragazze...
«Erano inizialmente in quattro, poi sono rimaste in due. Ottimi diplomi per entrambe. Una di loro è diventata direttrice dell'Anas Venezia Giulia».
Oggi, a Genova, ha incontrato il Collegio dei geometri, un tuffo nel passato, forse inaspettato?
«Debbo dire che ho conosciuto il presidente Piccinelli e v'è stato subito un buon feeling. Tutto è nato dall'iniziativa del nostro Teatro dell'Opera che ho lanciato come “Una poltrona a teatro”, un invito cioè a “comprare” un posto al Carlo Felice con tanto di targhetta che potrà ricordare un amico, uno di famiglia o un'azienda. Ne ho parlato con tutte le categorie, gli Ordini, le Associazioni offrendo questa possibilità. E il Collegio dei geometri ha accolto con interesse questa idea. La collaborazione sarà molto intensa».
D'accordo è il presidente Luciano Piccinelli che ha confermato: «Saremo ben lieti di dare una mano al rilancio del nostro Teatro e pensiamo di utilizzare anche le sue strutture (auditorium, terrazza, foyer, ecc...) per nostre manifestazioni, seminari, convegni. Sono contento di aver trovato una persona molto sensibile ai problemi della nostra città. Ma ne ero certo... essendo lui un geometra».
Battute a parte, Giovanni Pacor ha intenzione vera di rilanciare il teatro: «Dobbiamo farlo conoscere in tutte le sue attività, dobbiamo farlo diventare un punto di incontro continuo, vogliamo che la città utilizzi pienamente il teatro».

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