Rompe una bottiglia e minaccia i passeggeri del busGenovese fermato e denunciato dalla polizia

È salito su un autobus della linea «35», fermo al capolinea di Largo San Francesco da Paola, sopra Principe, e, senza alcun motivo apparente, all'improvviso ha rotto una bottiglia di vino che portava con sé. Poi, l'energumeno - difficile definirlo altrimenti -, in tutta evidenza non ancora soddisfatto dello sfogo solo neurologicamente interpretabile, ha cominciato a minacciare i passeggeri con i frammenti del collo della bottiglia stessa: «Via! Dovete scendere subito!» s'è messo a urlare a squarciagola.
Ed ha aggiunto subito, mentre faceva roteare il vetro: «Questo autobus è il mio, e ci faccio quello che voglio. Sciò!». Sono seguite altre urla beluine, insulti, gesti triviali e parole del gatto. Tutto questo ambaradan, peraltro, non è stato seguito fortunatamente da vie di fatto, o da accenni di aggressione fisica. Gli è bastata l'esibizione.
A quel punto, comunque, è intervenuto l'autista del mezzo pubblico, il quale, accortosi che fra i passeggeri a bordo si stava diffondendo un più che comprensibile panico, ha aperto le porte per consentire l'uscita sollecita delle persone. Immediatamente dopo, l'autista si è messo in contatto con l'Azienda mobilità e trasporti e, tramite l'Amt, ha fatto avvertire la polizia.
Sono trascorsi pochi minuti, durante i quali l'uomo ha proseguito nello «show», fino all'arrivo degli agenti. La presenza di questi, comunque, è servita da calmante: l'energumeno si è rilassato e ha preso posto su uno dei sedili, come se nulla fosse successo, non prima però di aver gettato via - come se nessuno dei presenti si potesse accorgere del gesto... - il collo della bottiglia rotta che aveva tenuto fino ad allora ben salda in mano.
Sono iniziati gli accertamenti. L'uomo è risultato essere un genovese con precedenti di polizia e particolarmente appassionato (e utilizzatore) di alcolici e superalcolici. Inevitabile, pertanto, la denuncia per i reati di minacce aggravate e interruzione di pubblico servizio.

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