Da zero a dieci, i top e i flop doriani

(...) Angelo Esamel Junior Da Costa: inguardabile col Catania, splendido con la Juventus. Voto 6,5.
Tommaso Berni: non rientrava nel grande giro italiano da parecchio tempo. Si capisce il perchè.
Voto 5,5.
Wladimiro Falcone: la panchina lunga gli regala addirittura dodici presenze a fianco degli allenatori.
Senza voto.
Daniele Padelli: c'era pure lui in panchina a Castellammare di Stabia in Coppa Italia e col Milan in campionato. Poi va a Udine e finisce in Europa League.
Senza voto.
Daniele Gastaldello:
sul campo è meno efficace che in altre stagioni, nello spogliatoio è indispensabile. Firma alcuni bei gesti di sportività e ci vuole giusto Iachini per farlo infuriare. Voto 6,5.
Andrea Costa: l'elegantone del gruppo. Stagione con alti e bassi, ma quando non c'è si sente la sua mancanza. Voto 6
Marcelo Alejandro Estigarribia: il suo gioco è come il suo nome. Tanti fronzoli ed effetti speciali, ma pochissimo arrosto. Voto 4.
Jonathan Rossini: dicevano fosse il difensore del futuro. Dietro le spalle, come spesso il suo avversario diretto.
Voto 3,5.
Lorenzo De Silvestri: inguardabile nella prima parte del campionato, stantuffo (e pure goleador) nella seconda. Ritrovato. Voto 7,5.
Gaetano Berardi: all'inizio è fra i migliori, del tutto inaspettatamente. Poi torna quello che non era titolare in serie B.
Voto 5,5
Paolo Castellini: dicono che sia un uomo che fa molto spogliatoio. Certamente, fa poco gioco.
Voto 5,5.
Angelo Palombo: ostracizzato nella prima parte della stagione, funziona bene come centrale difensivo, non da centrocampista contro la Juventus. Se avesse accettato i trasferimenti alla Fiorentina prima e in Russia poi, la Sampdoria avrebbe dato una svolta positiva ai suoi bilanci, fra introiti per la cessione e risparmio sull'ingaggio. Ma, alla fine, nel nuovo ruolo, è un giocatore ritrovato: voto 7.
Luca Piana: in panchina a Udine. Difensore futuro.
Senza voto. Shkodran Mustafi: Per qualche giornata è perfetto. Per qualche giornata. Voto 5,5.
Simon Busk Poulsen: è nazionale danese, ma a Genova fa di tutto per non farsene accorgere. Gioca 211 minuti imbarazzanti.
Voto 2.
Pedro Mba Avomo Obiang: fantastico fino a un certo punto. Poi si spegne. Comunque, voto 7.
Nenad Krsticic:
il migliore della stagione blucerchiata. E non solo perchè, quando non c'è lui (tranne l'ultima di campionato contro la Juve), il Doria perde sempre. È il migliore per impegno, per qualità, per utilità, per mole di gioco. Capitan futuro. Voto 9.
Gianni Munari: la classe è quella che è, ma correndo avanti e indietro e facendo un po' di casino in campo si guadagna la pagnotta. Voto 6.
Matiàs Nicolàs Rodriguez: l'hanno pagato tantissimo, Delio Rossi lo fa vedere pochissimo, ma lui pure si adegua e fa vedere pochissimo. Voto 5.
Enzo Maresca: mistero della fede. Passa la seconda metà del campionato in panchina o, quando gioca, senza lasciare traccia alcuna. Ma nelle prime partite è il regista che illumina la squadra. E i suoi gol, oltre che importanti, sono belli. Un po' come per Icardi (o, al contrario, per Pozzi o Delio Rossi), nonostante la Sud, il voto è comunque 7.
Andrea Poli: va a sprazzi, ma c'è. Voto 7.
Roberto Soriano: ogni volta che va in campo - tranne un paio di partite in cui fa bene - è il peggiore, eppure lo ripropongono sempre, indipendentemente dai campionati, dalle stagioni, dagli allenatori. Poi, finalmente, resta in panchina. Voto 3.
Renan Garcia: nonostante una certa sua beatificazione per non aver fatto autogol nella terzutima e nella penultima giornata di campionato, resta inguardabile per la serie A. Voto 3.
Fernando Damiàn Tissone: il Ferraris lo fischia spesso e volentieri. Ma, nelle prime giornate di campionato, è fra i migliori a centrocampo. Voto 7.
Juan Ignacio Antonio: due presenze con Cagliari e Palermo, del tutto marginali, 19 minuti in tutto. Poi va in B e fa male pure lì. Voto 3.
Mauro Emanuel Icardi: lo so, nelle ultime giornate non si è visto. Ma è pazzesco che si fischi un giocatore che magari non andrà a piangere sotto la Sud, che magari non avrà il cuore blucerchiato tatuato sulle braccia, che magari aveva già la testa a Milano, ma lo scorso anno, con il gol a Castellammare di Stabia, ha dato un contributo decisivo a riportare la Sampdoria in serie A e quest'anno, con i suoi dieci gol, ha dato lo stesso contributo a lasciarcela. Voto 8.
Eder Citadin Martins: lui segna meno di Icardi, ma si sbatte di più. Se si fa la media, ne esce la punta ideale. Voto 8.
Gianluca Sansone: ottimo acquisto. Eppure qui esaltavano Pozzi. Voto 7,5.
Maximiliano Gastòn Lopez: il bidone dell'anno. Dopo l'infortunio, la metafora è anche il racconto della forma fisica di Maxi, una specie di Cassano quando non si allena. In compenso, merita moltissimo la moglie Wanda Nara, vamp argentina maestra di tweet. Voto 4.
Nicola Pozzi: se fosse rimasto e se non si fosse infortunato, non avremmo mai visto Icardi e Sansone. Suo malgrado, uomo della provvidenza. Voto 6.
Andelko Savic: forse è la punta del futuro. Dai 18 minuti di campionato, non sembra. Voto 5,5.
Gianluca Austoni: a un certo punto, quando c'è totale penuria di punte, riesce a racimolare quattro presenze in panchina con Napoli, Genoa, Fiorentina e Udinese. Poi torna alla Primavera. Senza voto.
Ciro Ferrara: nelle prime giornate mette in mostra il più bel gioco del campionato. Poi si perde con le sette sconfitte consecutive. Ma, in fondo, fa esattamente come Rossi. Voto 5,5.
Delio Rossi: salva la squadra matematicamente a due giornate dalla fine e virtualmente molto prima ed è un gran merito. Ma, tranne poche puntate, il bel gioco è un'ipotesi. Voto 6.
Garrone (famiglia, insieme alla famiglia Mondini): ripiana ancora 38 milioni di perdite e tiene la squadra in serie A, oltre a lanciare inziative bellissime come il Fair Play Village e tutto il marketing appaltato a Vittorio. In cambio, chiede di sognare e di far sognare la città con lo stadio. Voto 8,5.
Garrone (Edoardo): è l'anno del grande salto. Se solo imparasse ad essere un po' meno tifoso, sarebbe perfetto. Voto 8.
Lo staff: iper-professionale l'ufficio stampa di Alberto Marangon, Matteo Gamba e Federico Berlingheri, capace di dare le notizie che vanno date e di nascondere quelle che vanno nascoste. Non è colpa loro se il gioco latita per quasi tutto il campionato e a lungo le partite sono letteralmente inguardabili. Per l'appunto, il tocco rosa di Federica Ruggiero serve quando è meglio guardare in tribuna che in campo. Voto 8.

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