Lo hanno bloccato alcuni poliziotti in borghese qualche minuto dopo le 23 in via Romualdo Marenco, cuore luccicante di CityLife, tra grattacieli di vetro e lusso eclatante. Fares Bouzidi, 23 anni, tunisino, residente a Vizzolo Predabissi, è stato sorpreso mentre stava spingendo una moto da 15mila euro, un Yamaha Ténéré, insieme a Davide F., un complice 21enne che ha tentato una blanda resistenza all'arresto, mentre altri due ragazzi erano lì con il compito di fare da palo. L'accusa per Fares e Davide è tentato furto aggravato: manette scattate sul posto, i due ragazzi nelle prossime ore verranno giudicati per direttissima. Chi davanti al nome di Fares ha sentito il richiamo di una nota vicenda di cronaca non sbaglia. Si tratta infatti dello stesso Fares Bouzidi che, la notte del 24 novembre 2024, guidava il T-Max su cui viaggiava Ramy Elgaml, il 19enne egiziano morto in quell'inseguimento con i carabinieri del Radiomobile partito da via Rosales e finito malissimo tra il Corvetto, via Ripamonti e via Quaranta. Otto chilometri di panico, un'autoradio dei carabinieri alle calcagna, l'impatto contro il marciapiede, Ramy senza vita e Fares ferito grave.
Per quella storia la Procura di Milano ha chiuso le indagini a dicembre scorso: omicidio stradale per entrambi, Bouzidi e il carabiniere alla guida della Giulietta di servizio più vicina allo scooter al momento dell'incidente, "Volpe 40". Processo in arrivo, aggravanti comprese. Nonostante l'ingegnere Domenico Romaniello, perito nominato dai pm, avesse firmato una consulenza che giudicava corretto l'operato del militare al volante di quella stessa pattuglia. Nel frattempo, sempre per quella "corsa" Fares è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per resistenza.
E ora? Per Fares Bouzidi non si mette bene. Da imputato eccellente in un caso di omicidio stradale a ladro colto in flagrante. Un curriculum che certo non aiuta la difesa.Il ragazzo che già porta sulle spalle un'accusa pesantissima si fa beccare mentre prova a portar via un mezzo di lusso in una delle zone più sorvegliate (e più care) della città.
Ironia della sorte: proprio mentre Milano ospita il mondo per le Olimpiadi invernali, con riflettori puntati su sicurezza e immagine, ecco rispuntare un protagonista di una pagina nera della cronaca recente. Bouzidi, che dopo l'incidente era finito agli arresti domiciliari (poi revocati), ora rischia di tornarci con un biglietto di sola andata per il carcere.