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Una boccata di libertà

Noi comprendiamo l'esigenza di tutelare la salute, ma preferiremmo puntare su scelte consapevoli non su decisioni illiberali

Una boccata di libertà
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Noi non siamo liberali. Ma a volte ci viene voglia di esserlo.

Ieri, ad esempio, quando abbiamo letto che nel Regno Unito è stata approvata la legge che vieta - "a vita" - ai nati dopo il 1° gennaio 2009 di acquistare sigarette, sia tradizionali che elettroniche. Obiettivo: rifondare un Paese libero dal fumo.

Haaaaaah. Una bella boccata di Stato etico! La famosa Inghilterra "culla della libertà".

Dopotutto il proibizionismo non ha funzionato negli anni Venti: perché non riproporlo? Aumenterà il consumo di sostanze più nocive, si diffonderà lo spaccio di sigarette, incoraggerà il contrabbando. Poi, andando a ritroso nelle portate del menu, si vieteranno amari, caffè, dolci, vino, carne...

Vogliono una generazione senza vizi, ne avranno una di moralisti.

Noi comprendiamo l'esigenza di tutelare la salute, ma preferiremmo puntare su scelte consapevoli non su decisioni illiberali. Ed evitiamo di fare demagogia domandando perché un ragazzo di 17 anni non possa scegliere di farsi del male fumando ma possa scegliere di devastarsi cambiando sesso.

E per il resto, stando in Inghilterra, ci viene in mente una frase che Churchill forse non disse, ma condividerebbe.

"Se due persone fumano sotto il cartello 'Divieto di fumare' gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello, togli il cartello". Non c'entra niente. Ma a volte pensiamo che il fumo fa bene.

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