Il giallo del malore durante l’interrogatorio sul porto

Momenti di paura, con giallo, ieri mattina durante l’udienza preliminare per l’inchiesta sulla presunta illecita assegnazione dell’area del terminal Multipurpose. L’ex presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti, dopo un’ora e mezzo di interrogatorio da parte del pm Walter Cotugno ha avuto un malore, tanto che il giudice per l’udienza preliminare Maurizio De Matteis ha sospeso l’udienza e l’ha rinviata al 12 aprile. Poi, nel pomeriggio, lo stesso Gallanti ha tenuto a precisare di non essersi mai sentito male, ma solo di essersi particolarmente accalorato rispondendo a una domanda specifica. Gallanti aveva infatti dato spigeazioni sulla spartizione del porto del 2004 e sul cosiddetto «Patto del lavoro» del 2002, come persona informata dei fatti, in quanto l’assegnazione delle banchine era stata iniziata proprio alla scadenza del suo mandato. Ma dopo il lungo confronto, secondo alcuni testimoni, l’ex presidente si sarebbe sentito male, tanto che per ben tre volte avrebbe chiesto scusa al giudice per il suo stato confusionale e perché non riusciva a capire ciò che gli veniva chiesto. Momenti di smarrimento che hanno portato forte preoccupazione in aula. Momenti descritti dai presenti, visto che l’udienza si è tenuta a porte chiuse.
Sull’episodio è però poi intervenuto Gallanti: «La mancata assegnazione del multipurpose è stata la mia più grande sconfitta perché il porto di Genova avrebbe cambiato volto», ha spiegato l’ex presidente. Questo il passaggio cruciale della deposizione che lo avrebbe spinto ad accalorarsi nel pronunciare la frase. Il gup Maurizio De Matteis avrebbe dunque interrotto l’udienza prima, ma solo per meri motivi tecnici, rinviando al 12 aprile per le discussioni delle parti.
Ieri non c’è praticamente stato neppure l’altro interrogatorio in programma. Doveva infatti comparire in aula, sempre come persona informata dei fatti, l’ex direttore generale dell’Autorità portuale Erido Moscatelli che, in quanto coinvolto in un altro processo in materia portuale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Quello di ieri è stato comunque l’ultimo interrogatorio. L’inchiesta vede indagati l’ex presidente dell’Autorità portuale Giovanni Novi, Sergio Maria Carbone, l’ex consulente dell’Autorità ed avvocato generale dello Stato Giuseppe Novaresi, i dirigenti Filippo Schiaffino, Alessandro Carena, l’armatore Aldo Grimaldi, il terminalista Aldo Spinelli e Walter Marchelli, ex vice del console della Culmv.

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