Giallo sui naufraghi a Lampedusa Malta: hanno rifiutato i soccorsi

RomaLa Marina maltese ha avvistato e contattato i cinque eritrei alla deriva sul gommone mercoledì sera. Ha fornito loro assistenza per le prime necessità ma non li ha messi in salvo. Perché? Il portavoce delle Forze Armate maltesi, Ivan Consiglio, sostiene che «i naufraghi erano in buono stato di salute e furono loro a rifiutare di essere presi a bordo», perché decisi a raggiungere l’Italia. Una ricostruzione che però contrasta con quella dei naufraghi stremati che dicono di aver chiesto aiuto a diverse imbarcazioni (ed in particolare a marinai che parlavano in inglese) ma di essere rimasti inascoltati a parte qualche bottiglia d’acqua e soprattutto del carburante per avvicinarsi a Lampedusa. Ma La Valletta insiste: i naufraghi rifiutarono i soccorsi e allora furono scortati fino al confine con le acque italiane, allertando le nostre autorità. I disperati sul gommone sono quindi subito stati intercettati e soccorsi dalla motovedetta della Guardia di Finanza al largo di Lampedusa.
Ci vorrà del tempo per capire che cosa è veramente successo in quel tratto di mare che divide la Libia dall’Italia e se 55 uomini e 17 donne sono tragicamente morti di stenti lungo la traversata nell’indifferenza di chi passava loro vicino, come hanno raccontato i naufraghi. Intanto già otto cadaveri sono stati avvistati in acque maltesi. Sarà la Procura di Agrigento, che ha aperto un’inchiesta, a cercare di fare luce sull’accaduto. Ma dopo questa precisazione da parte dei militari di Malta senza dubbio si riaprirà il contenzioso che vede contrapposti il governo maltese e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che accusa le autorità de La Valletta di non soccorrere i naufraghi quando si trovano in acque di loro competenza. E anche ieri il Viminale ha precisato che «nessuna richiesta di soccorso al gommone che trasportava i 5 eritrei è pervenuta alle autorità italiane prima di quella che ha consentito l’intervento del pattugliatore della Guardia di Finanza, né l’imbarcazione è stata mai avvistata dai numerosi servizi di pattugliamento che quotidianamente si svolgono nell’area». Il Viminale ricorda che nel periodo che va dal 1° giugno al 20 agosto di quest’anno «le unità navali italiane hanno già eseguito 13 interventi di soccorso che hanno interessato 420 persone».
Ci vorrà tempo per accertare le responsabilità ma intanto i vescovi lanciano la loro condanna dalle pagine di Avvenire, accusando «l’Occidente ad occhi chiusi» che resta indifferente di fronte ad un Olocausto paragonabile a quello perpetrato dai nazisti nei confronti degli ebrei. «Nessuna politica di controllo dell’immigrazione consente ad una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino», scrive Marina Corradi.
In questa tragica e ancora oscura vicenda soltanto l’opposizione ha già trovato un colpevole certo: il governo italiano. «Il governo sta facendo scelte macchiate di xenofobia e di razzismo: non si può perdere la capacità di indignarsi di fronte all’orrore», accusa il segretario del Pd, Dario Franceschini. E per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, questa tragedia «chiama in causa precise responsabilità alle quali il governo italiano e il ministro dell’Interno non possono sottrarsi». Il presidente Udc Rocco Buttiglione parla di «una vergogna per una nazione cristiana e un crimine contro l’umanità» mentre il leader Udc Pier Ferdinando Casini chiede «al governo di chiarire in Parlamento le modalità del ritrovamento dei 5 eritrei al largo di Lampedusa».
Di fronte alle accuse del Pd interviene il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che parla di «sciacallaggio avvilente» da parte dell’opposizione quando l’unica cosa accertata è che nelle acque italiane «si è subito operato per soccorrere e salvare le persone».
Anche il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri chiede di individuare le responsabilità ma difende comunque le scelte della maggioranza e «la politica nei confronti degli immigrati» perché «le vere responsabilità di queste tragedie annunciate sono quelle dei criminali che nel Mediterraneo causano morte e contro i quali ci aspettiamo una condanna unanime». Anche il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, invita la sinistra a evitare strumentalizzazioni perché «questa tragedia non può essere materia di speculazione politica».

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