L'Adi Museum, il Museo del Design di piazza Compasso d'Oro, dedica una mostra all'artigianato giapponese, fino all'8 febbraio. Il titolo ne racconta il senso con un termine che si pronuncia "koghei" e abbraccia concetti in apparenza opposti. Ko è il carattere ideografico che indica la tecnica, il processo produttivo a partire da struttura, funzione e materiali e si riferisce al sapere necessario per riprodurre l'oggetto e farlo durare nel tempo. Ghei è il carattere ideografico che si riferisce al momento creativo, che armonizza corpo e spirito: un esercizio che poi genera bellezza.
Promossa da Kitamaebune Koryu Kakudai Kiko in collaborazione con ANA Strategic Research Institute, l'esposizione ha l'obiettivo di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale legato ai mestieri d'arte del Giappone. Nel pensiero giapponese, ragione ed emozione, tecnica e spiritualità continuano a esistere in una relazione di reciproca tensione, talvolta limitandosi, talvolta elevandosi. Koghei è la bellezza che non sacrifica la funzione, l'intelligenza che non esclude l'emozione. E anche in un'epoca di digitalizzazione estrema, essa continua a suggerire silenziosamente - attraverso la forma - l'equilibrio tra la spiritualità e il mondo fisico.
Si potrà ammirare una selezione di opere tra cui le ceramiche caratteristiche dell'isola di Sado; le tecniche di lavorazione artigianale della corteccia di ciliegio selvatico, quelle di laccatura tradizionale di Wajima; quindi la ceramica di Bizen che appartiene a una delle più antiche tradizioni del Giappone. Poi ci sono i prodotti di fusione in metallo (stagno, rame, bronzo) e le opere di alta oreficeria che rappresentano l'eccezionale maestria giapponese nella lavorazione dell'oro. La metallurgia giapponese è una tradizione antica in cui oro, argento, rame e ferro sono lavorati, fusi in leghe speciali, martellati, incisi per creare forme e decorazioni. Introdotta nel 300 a.C. si è sviluppata nei secoli per produrre utensili per i rituali buddhisti, accessori per le spade dei samurai, utensili per il tè e oggetti d'uso quotidiano, gioielli. Oggi, l'oro e gli altri metalli sono ancora impiegati in oggetti rituali, arti decorative, gioielleria e restauro.
Le tecniche che danno ricchezza e profondità alle opere sono realizzate da maestri artigiani cui viene conferito il titolo di "Tesoro Nazionale Vivente": i maestri oggi sono 126, sono i detentori del sapere immateriale fatto di tecniche tradizionali dal valore storico e artistico, rappresentano un ponte tra passato e futuro e tutto il Giappone lo riconosce.