Giorgio Armani: «Il mio fegato? Adesso sta una meraviglia»

Giorgio Armani: «Il mio fegato? Adesso sta una meraviglia»

«Sto bene, meravigliosamente bene, ho superato il mio problema, i dati del mio fegato sono quasi perfetti, alcuni anche più che perfetti, tanto che posso smettere di prendere medicine». Giorgio Armani torna a parlare in pubblico, e lo fa nella sua Milano, in occasione della Fashion’s Night Out di Vogue. La scorsa primavera Re Giorgio aveva rivelato di aver avuto una epatite da intossicazione, sa benissimo che sono corse tante voci sulle sue condizioni di salute. E ieri, a chi ha chiesto come stesse davvero, ha risposto così. Poi ha raccontato della sua estate di relax: «Ho fatto un lungo giro in barca, dalla Croazia al Gargano, dalla Calabria alle Eolie e quindi a casa mia a Pantelleria. Poi ho fatto una seconda crociera, tutta intorno alla Sicilia, posti meravigliosi. È stata la vacanza più lunga della mia vita. Ne avevo bisogno, è stata meritata». E spiega anche che ha molto sentito il calore della gente. Armani è in forma, abbronzato, molto magro: alla Rinascente si presenta in compagnia della modella-attrice polacca Kasia Smutniak, testimonial del profumo Idole.
A proposito dell’idea di Vogue, 400 negozi aperti fino a mezzanotte, ognuno con eventi e gadget, commenta: «Questa è una bella storia, proprio una bella iniziativa. Ci voleva, serve alla moda ma serve soprattutto ad aprire Milano, che è una città chiusa, eppure ha un centro bellissimo che sarebbe giusto vivere anche di sera». Annosa questione quella della chiusura di Milano. Armani è prudente e dice: «Non si sa di chi sia la colpa». Gli stilisti - osserva - magari sono un po’ tiepidi quando si tratta di lavorare per la città, ma non bisogna dimenticare «che devono fare prima di tutto bei vestiti, questo è il loro compito. Solo in seconda istanza si possono occupare di risvegliare gli animi e creare fiducia». A proposito della crisi poi spiega: «Certo, l’animo di tutti adesso è un po’ chiuso, la crisi c’è ancora, è perfino difficile creare serenamente una collezione quando i dati delle vendite non sono buoni. I miei collaboratori continuano a dirmi che i giornali parlano di ripresa, ma io me ne convincerò solo quando la venditrice del negozio di Montenapoleone mi dirà: “Abbiamo fatto una vendita pazzesca”». A proposito poi dello snobismo della moda, ormai vecchio e obsoleto: «Io non sono snob - conclude Armani - ma c’è un gruppo di stilisti che se la tirano in modo snobistico perché hanno scelto una strada diversa dalla mia e hanno come riferimento solo gli ambienti snob delle redazioni dei giornali. Io ho scelto un pubblico più vasto».