Dire che la Cassazione ha fabbricato una condanna per un imputato non è reato. Sulla base di questa considerazione la prima Corte dappello ha confermato ieri lassoluzione dei giornalisti Maurizio Belpietro (in qualità di ex direttore del Giornale) e del cronista di giudiziaria Stefano Zurlo che erano stati querelati dal giudice della Corte di cassazione Alfredo Teresi. Alla base della causa un servizio pubblicato il 6 marzo 2002 sul Giornale e in cui si attribuiva alla Suprema corte la fabbricazione di una condanna nei confronti di Marcello DellUtri. In primo grado il Tribunale di Monza aveva assolto i due giornalisti ma la parte civile, patrocinata dallavvocato Leandro De Maio aveva fatto appello.
Ieri in aula il sostituto procuratore generale Piero De Petris ha definito diffamatoria laffermazione incriminata e si è unito alla parte civile nel chiedere la condanna. La Corte presieduta da Alba Chiavassa ha invece accolto le argomentazioni difensive dellavvocato Salvatore Lo Giudice e ha confermato lassoluzione.«Il Giornale» non diffamò la Suprema Corte
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