Giorno dopo giorno, Alain Elkann si interroga sui pensieri del suo cane

Alain Elkann, Giorno dopo giorno, Bompiani, pagg. 157, euro 13,5.
Dal risvolto di copertina: «Cos’è la politica, oggi, se non soltanto potere?, scrive l’autore che rivendica il diritto di uno scrittore alla lentezza e si interroga sui pensieri a lui sconosciuti del suo cane o sui massimi sistemi che reggono il mondo. \ Elkann viaggia e si sofferma a pensare, a osservare, portandosi per mano il lettore, le grandi tragedie, la morte di un papa, la morte di un principe, oppure una passeggiata a Parigi, l’incontro casuale con un grande artista, l’antisemitismo e la riflessione di un bambino che chiede “il maestro di un cane è un cane?”».
Pag. 57: «Penso e ripenso e finché penso nessuno sa a cosa penso. Sembra un gioco di parole, ma è l’altra metà della vita di ognuno di noi. A volte si confidano a qualcuno i propri pensieri e si comincia una frase dicendo: “Secondo me, scusa se te lo dico, ma...”. I cani invece pensano soltanto e nessuno sa veramente a cosa pensano. Forse agli altri cani».
Pag. 59: «Oggi è la Befana, ma da quando è morta mia madre, e i figli sono grandi, sono spariti la calza con il carbone e i regali».
Pag. 50: «Mi dispiace pensare che questa stupenda lingua che adopero per esprimermi sia capita da pochi e soprattutto da un popolo che legge poco e non dà alcuna importanza agli scrittori... Pazienza!».

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