Giovanna e l’angelo custode

Strane storie, che non sai cosa pensare. Storie di brutta gente e di destini accaniti che ti viene un groppo. Poi scavi nella vicenda, e cambi idea.
Succede lunedì. Giovanna e Giacomo cercano una farmacia. Lei è malata di tubercolosi, ha bisogno dei medicinali. Lui - come sempre - la accompagna. Accostano l’auto, un parcheggio un po’ di fortuna vicino a una pompa di benzina, giusto il tempo di scendere-comprare-ripartire.
Troppo facile. Il gestore della stazione perde la brocca, chiama il padre e un amico, i tre aggrediscono Giovanna e Giacomo e sono calci e pugni. Prima della farmacia, un salto al pronto soccorso. E qui scopri la storia.
Scopri che Giovanna ha 55 anni, che dal ’92 soffre di tubercolosi e che la malattia se l’è presa mentre lavorava come infermiera in un ospedale di Milano. Scopri, poi, che Giacomo - coetaneo o quasi - l’ha conosciuta in quello stesso ospedale, proprio dodic’anni fa. È sindacalista, lui, e Giovanna gli chiede consiglio. «Facciamo causa».
Ma questa è storia di destini accaniti, e la causa non può che andar male. Dopo otto anni è un’archiviazione. Giovanna non avrà alcun risarcimento. Ma per otto anni, Giacomo le sta accanto. E continua anche dopo, sempre al suo fianco tra commissioni e visite mediche, che Giovanna ormai quasi non cammina più e ha pure la broncopolmonite cronica. «Come potrei tornare tranquillamente alla mia vita, se lei ha solo me?». E così a Giovanna, che ha una fede di ferro, non resta che questo: «Mi metto nelle mani di Dio». E in quelle di Giacomo, da docic’anni più accanito del destino. Strane storie.

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