La gloria "dell'Erebus" finita fra i ghiacci

Michael Palin, Sir, membro dei mitici Monty Phyton, attore, autore di documentari di viaggio e scrittore, a un certo punto della sua carriera si è appassionato alla sorte dell'Erebus

La gloria "dell'Erebus" finita fra i ghiacci

Michael Palin, Sir, membro dei mitici Monty Phyton, attore, autore di documentari di viaggio e scrittore, a un certo punto della sua carriera si è appassionato alla sorte dell'Erebus, una delle «HMS», «Her Majesty's Ship», cioè una nave - una «bombarda» - della flotta di Sua Maestà. L'Erebus nacque sotto Re Giorgio IV, nel 1826; compì le sue grandi imprese, e poi morì, sotto la Regina Vittoria. Costruita nei cantieri di Pembroke, in Galles, come nave da guerra, l'Erebus, con la sua gemella Terror, divenne famosa grazie alle sue avventure fra i ghiacci, dell'estremo Sud e dell'estremo Nord del mondo. Proprio durante le esplorazioni dell'Antartide, sotto il comando di James Clark Ross (futuro Sir), l'Erebus divenne una fonte straordinaria di informazioni scientifiche, geografiche e botaniche; e questo grazie anche al fatto che, a bordo, ci fosse un botanico come Joseph Hooker, che annotò dettagli e trasportò esemplari di piante e uccelli. Proprio su Hooker, Michael Palin ha tenuto una conferenza qualche anno fa ed è così che ha iniziato a fare ricerche e viaggi per raccontare Il mistero dell'Erebus (Neri Pozza).

La sorte della nave, infatti, è stata un mistero per decenni. Era scomparsa nelle acque gelide del Canada nel 1846 e, da allora, nessuno aveva più avuto notizie... Nel 1849, l'Ammiragliato offriva ventimila sterline a chiunque avesse dato una «efficient assistance», insomma soccorso, al capitano Sir John Franklin, alle sue navi e alla ciurma per «districarli dai ghiacci»; e diecimila sterline a chi avesse anche solo fornito informazioni. Tale era la disperazione per quella spedizione partita con grandi speranze (uno dei paladini dell'attivissima moglie di Franklin, Jane, era proprio Charles Dickens) di aprire, finalmente, il Passaggio a Nord Ovest, e finita nella clausura dei ghiacci. Non solo: le uniche notizie arrivate, quasi dieci anni dopo, dicevano che, probabilmente, l'equipaggio si fosse arreso all'«ultima risorsa», il cannibalismo.

Dell'Erebus non si è saputo più nulla fino al 2014, quando alcuni archeologi marini si sono imbattuti nel suo relitto, posato sul fondo del mare Artico canadese, nella Baia di Wilmot e Crampton. Per l'ottanta per cento dell'anno, l'Erebus è ancora intrappolato nei ghiacci ma, per qualche giorno, i ricercatori possono immergersi e riportare alla luce i resti di quell'ultima spedizione nata sotto cattiva stella.