Godard non si presenta: «Ho problemi di tipo greco»

Delusione a Cannes per Jean-Luc Godard, che doveva presentare al festival il suo Film Socialisme e che invece ha disertato la manifestazione all’ultimo minuto. O meglio, la sua mancata partecipazione all’incontro con la stampa previsto per ieri mattina era stata preannunciata in qualche modo dal quotidiano parigino Liberation che aveva pubblicato il contenuto del fax che il maestro francese aveva spedito, evidentemente nella giornata di domenica, al direttore della rassegna, Thierry Frèmaux. Ma ieri mattina lo stesso Frèmaux, pressato dai giornalisti, aveva detto di non essere ancora sicuro del forfait di Godard. Tutta questa incertezza era dovuta al contenuto decisamente criptico del famoso fax, sul quale si legge: «Col festival andrò fino alla morte ma non farò un passo in più. A seguito di problemi di tipo greco, non posso essere presente a Cannes». E si trovano immagini di Stanlio & Ollio... Dopo che i produttori del film avevano ufficialmente comunicato l’annullamento dell’incontro fra il regista e la stampa, Fremaux ha parlato di un secondo fax in cui il maestro aveva inserito alcuni estratti di un poema e una breve nota in cui spiegava la sua assenza con «la stanchezza e la mancanza di desiderio di essere a Cannes». Qualcuno, però, ipotizza che il maestro non avesse per nulla gradito essere stato escluso dal concorso - il suo Film Socialisme è inserito nella sezione «Un Certain Regard» - e abbia voluto fare un dispetto agli organizzatori.
Insomma, per il festival edizione 2010 un’altra assenza, e di grande peso. Che arriva dopo quelle di Ridley Scott (che non ha potuto inaugurare il festival con il suo Robin Hood per un’operazione a un ginocchio), di Sean Penn (atteso per Fair Game, ufficialmente impegnato a Washington con un’audizione al Senato su Haiti ma probabilmente bloccato dall’affidamento ai servizi sociali sentenziato per lui a seguito della sua aggressione a un fotografo), Sharon Stone (che ha rinunciato al suo gala benefico per evitare i rischi di un viaggio reso disagiato dal vulcano islandese) e di Lambert Wilson (atteso per La princesse de Montpensier e Des Hommes et des Dieux e fermato da una peritonite).
Quanto al film, è ambientato su una nave da crociera che solca il Mediterraneo ed è tenuto insieme da un eclettico mix di attori e personalità. E il titolo è quanto mai esplicativo del legame indissolubile che unisce Godard al secolo scorso. E non potrebbe essere altrimenti dati gli ottant’anni dell’autore, che esordì alla regia di lungometraggio esattamente mezzo secolo fa con All’ultimo respiro, vero manifesto della Nouvelle Vague.
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