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Iran, l’audizione di Tajani e Crosetto: "La crisi minaccia la nostra sicurezza. La linea politica è quella della Ue, Italia non isolata"

I due ministri hanno spiegato le dinamiche di crisi degli ultimi giorni, riferendo che dai Paesi del Golfo sono arrivate richieste di aiuto: “La guerra commerciale arriva dove non arrivano i missili”

Iran, l’audizione di Tajani e Crosetto: "La crisi minaccia la nostra sicurezza. La linea politica è quella della Ue, Italia non isolata"
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Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, questo pomeriggio si è presentato in audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera, per l'informativa urgente sulla situazione in Iran e Golfo Persico insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Sono ore difficili, cariche di tensioni”, ha spiegato il ministro presentando la situazione attuale dell’area e sottolineando che gli “Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e con riservatezza quando intervenire”. Noi, come Paese, ha aggiunto, “siamo stati informati a iniziativa in corso” insieme a Polonia e Germania, mentre Francia e Regno Unito “hanno detto di non essere stati avvisati”. Sul tema, il ministro degli Esteri ha spento ogni polemica strumentale delle opposizioni che parlano di “Italia isolata”, sottolineando che “noi siamo con l'Ue, è stato approvato un documento scritto insieme e quella è la linea da seguire, è stato diffuso ieri sera”.

Le richieste dal Golfo Persico: “Sistemi di difesa, non uomini”

L’Italia ha già ricevuto “richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell'area”, che come ha spiegato Crosetto riguardano la possibilità di fornire sistemi di difesa, in particolare sistemi antidroni o altre capacità di difesa aerea. Ma la priorità massima in questo momento è la sicurezza dei connazionali che si trovano in quella zona e per questo motivo si è appellato a tutte le forze politiche: “Deve prevalere l'unità, la responsabilità e l'equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini”. Nessun italiano, civile o militare, è attualmente coinvolto negli attacchi. “Proprio in queste ore l'Unità di Crisi sta favorendo l'organizzazione di altri voli da Muscat per favorire il rientro dei nostri connazionali, uno è partito poco fa”, ha aggiunto Tajani mentre i 200 studenti rientreranno domani da Abu Dhabi. Per il momento “in Iran non abbiamo ricevuto richieste di evacuazione. Siamo pronti a intervenire se necessario”.

Crosetto: “L’Europa non è pronta contro attacchi come quelli su Dubai”

L’obiettivo dell’azione in corso, hanno spiegato i due ministri, è “l'eliminazione del rischio nucleare missilistico rappresentato dal regime di Teheran. Una minaccia esistenziale, come hanno dimostrato anche i fatti di questi giorni, per la sicurezza non solo di tutta la regione ma anche dell'Europa”. La crisi in corso, ha spiegato il ministro Crosetto, “presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un'evoluzione estremamente rapida”, pertanto “richiede attenzione costante, coordinamento con gli alleati, capacità di adattamento operativo”. Gli Stati Uniti, ha specificato Crosetto, “hanno colpito quando erano sicuri di farlo” e non “quando avevano programmato”, per questo nessun Paese europeo è stato informato. Ha riferito anche di aver visto “da vicino cosa ha fatto a Dubai, e in Italia farebbe peggio. Perché le difese da queste nuove armi, soprattutto i droni, sono molto più difficili che non rispetto alle armi tradizionali”. La conclusione che ha tratto il ministro è che “l’Italia non è pronta a subire questo attacco”, così come gli altri Paesi, ma ha anche sottolineato che “l'attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che gli abbiamo dato: in una guerra in cui c'è qualcuno che sembra non avere nulla da perdere, la possibilità che ha di fare cose che a noi sembrano folli è superiore alla nostra capacita' di immaginazione".

Guerra commerciale: ecco i rischi

La tensione di questi giorni si rispecchia nel rischio che il conflitto si estenda a tutta la regione e all’Europa, come testimoniano i missili lanciati su Cipro nella notte. “Sono stati colpiti indiscriminatamente infrastrutture civili, come aeroporti, alberghi, luoghi di ritrovo e snodi turistici. Gli attacchi iraniani stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione. Il regime ha anche annunciato di aver chiuso lo stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali”, ha aggiunto Tajani, sottolineando che la crisi in atto “incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell'area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo”. La conseguenza principale di queste tensioni, ha sottolineato Crosetto, riguarda gli scambi: “Il traffico commerciale è fortemente ridotto, con unità che hanno invertito la rotta o sospeso la navigazione. La guerra commerciale è uno dei temi, laddove non arrivano i missili arrivano gli effetti economici”. Le conseguenze, come ha sottolineato Crosetto, sono innumerevoli: “Aumento dei costi assicurativi per i trasporti e crescente incertezza sulle rotte contribuiscono ad alimentare pressioni inflazionistiche con possibili ricadute sui costi industriali, sui trasporti e più in generale sulla stabilità economica europea”. Il ministro ha riferito stime di aumento che si aggirano sul 30-50%. Sono diverse le petroliere colpite nel Golfo mentre, per quanto riguarda i soldati italiani, “i rischi per il nostro personale nell'area sono stati mitigati già da settimane, con alleggerimento delle presenze non indispensabili, revisione delle misure di sicurezza e aggiornamento dei piani di evacuazione”.

Tajani: “L’Italia è coi giovani iraniani”

Questa crisi, ha dichiarato Tajani, “potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime” ed è questo che preoccupa maggiormente per le dinamiche che potrebbero crearsi. Ma questo governo “continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana. Ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato”. L’Italia, ha sottolineato Tajani, “è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni”.

Crosetto: “Ho scelto io di stare di a Dubai”

Crosetto, a fronte delle polemiche, ci ha tenuto a specificare le ragioni del suo viaggio: “Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché io immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo. Ho scelto in quel momento di stare a Dubai, visto quello che stava succedendo, avrò sbagliato come Ministro, chiedo scusa, perché ero con i miei due figli e sono stato lì. Quando, dopo una notte di bombardamento, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono ritornato a fare il mio dovere. Perché ero a Dubai? Perché avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie”.

Siccome, ha proseguito, “in quel periodo di ferie avevo messo anche dei periodi istituzionali, degli incontri istituzionali, avevo due modi di farlo: il primo era partire in modo istituzionale, fare i miei incontri istituzionali e poi collegarmi alla mia famiglia per proseguire quello. L'altro era quello di partire in modo civile, fare la parte familiare, fare gli interni familiari pagandoli come privato civile e unire le due cose insieme”.

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